il libro che, in questi ultimi giorni, troneggia sul mio comodino è un libro estremamente complesso. Non tanto per i suoi contenuti che, sebbene siano fondamentalmente filosofici, rimangono tendenzialmente diretti; quanto per l'obbligo che questo libro impone, di detenere un minimo di conoscenze pregresse sia dal punto di vista storico, sia da quello culturale.
Proprio per questo motivo ho deciso di creare questo Speciale sulla versione di John H.McDonald del "Tao Te Ching" di Lao Tzu edito Armenia.
La mia speranza è quella di scoprire insieme a voi una piccola parte di quello che si nasconde dietro a questa summa di saggezza.
Alla fine di questo speciale, sapremo dirci se ci siamo almeno avvicinati a questo obiettivo!
Il fatto che la versione di Armenia del Tao Te Ching sia arricchito da illustrazioni a dir poco incredibili, mi ha spinto ad aggiungerne alcune anche a questa serie di post.
Fatemi sapere cosa ne pensate!
Che cos'è il Tao Te Ching? Possiamo definire il Tao te Ching come una uno degli esempi più influenti di quella che è la "letteratura della saggezza", oltre ad essere uno dei testi di riferimento della filosofia cinese.
Secondo la tradizione l'opera fu scritta dal taoista Lao Tzu (contemporaneo di Confucio), tra la fine del IV ed il III secolo a.C. (non abbiamo quindi una datazione certa).
Il titolo originale di quest'opera era Lao Tzu (dal nome del suo autore), ma, durante la dinastia Han (I sec a.C./I sec d.C), venne cambiato in "Tao Te Ching", appellativo con cui lo conosciamo oggi.
Queste tre parole sono direttamente collegate alla struttura ed ai significati dell'opera stessa:
- Sezione del "Tao" (capitolo 1-37): l'autore spiega al lettore il significato del Tao (la via), parlandoci della sua natura misteriosa ed oscura (nel senso di lontana da quella che è la luce della comprensione). Questa oscurità che ammanta il Tao non è un fattore negativo. Dopotutto, come recita il primo capitolo "..mistero e realtà hanno comune origine. L'origine ha un'unico appellativo: oscurità" (cap1).
- Sezione del "Te" (capitolo 38-81): Lao Tzu ci racconta come agisce il Te, termine che possiamo tradurre come "il bene". Cos'è quindi la bontà superiore secondo Lao Tzu? "...non consiste nel fare del bene, ma nel divenire voi stessi buoni.." (cap38).
- la parola Ching è traducibile con il termine italiano "classico". Il Tao Te Ching, quindi, può essere definito come "il classico della via e della virtù".
Proprio per queste (ed altre) ragioni non esiste una traduzione unica del testo. Questo, dopotutto, contribuisce ad alimentare la sua natura enigmatica.
Alla prossima: Buona giornata e buona fortuna a tutti voi!
Fonte: Tao Te Ching di Lao Tzu (traduzione di John H.McDonald).