Sicuramente il dato che emerge sopra tutti è l’astensionismo. Più di un siciliano su due questa volta ha deciso di disertare le urne, mai successo prima. Ha votato solo il 47,42 %, un dato eclatante che non ha precedenti.
La vittoria di Rosario Crocetta alle elezioni regionali della Sicilia e il boom del Movimento 5 Stelle con il suo candidato Giancarlo Cancelleri, alle spalle del candidato di centrodestra Nello Musumeci ha scatenato una raffica di reazioni politiche.
L’ex sindaco di Gela che vive sotto scorta dal 2003, primo sindaco dichiaratamente gay, ha già annunciato che con la sua vittoria “si cambia la storia in Sicilia“. Se è vero che è la prima volta dal dopoguerra che alla guida della Regione arriva un candidato della sinistra, non si può dire che il PD sia il vero vincitore. È infatti il M5S di Grillo il primo partito della Regione. Canceller ta caldo ha dichiarato: ” C’è una gran voglia di rinnovamento nei cittadini siciliani, che hanno visto per anni sosprusi e privilegi e che oggi diventano un risultato, un voto di protesta, ma anche di proposta da parte nostra perché oggi, diventiamo una realtà”. Una realtà territoriale premiata dai cittadini dopo il tour di Beppe Grillo, il re dell’web che è andato a vincere con la sua presenza, nei comizi, entrando a stretto contatto con la gente. Sorgi :” È la sconfitta del voto clientelare, Crocetta ha vinto. Grillo si è offerto come un’alternativa”.
Un risultato imprevedibile con qu
In mezzo a tutta questa euforia, una parte che certamemte non ride è il PDL e il suo palermitano Alfano, recentemente delegittimato da Silvio Berlsuconi, parla ai microfoni dei giornalisti, vuole dimostare che c’è, vuole rimanere e ribadire il suo impegno a restare attaccato alla poltrona. Belpietro : ” Il PDL Sta scomparendo. Non avendo un programma e un leader preciso, il punto di equilibrio è difficile da trovare e gli scandali non hanno certo aiutato”. Elezioni regionali in cui è emerso il tiro incrociato contro il PDL. È la ferocia e la conseguenza del disastro politico che ha avuto come obiettivo; l’introito e gli affari. Riuscire a far fallire una regione, come la Sicilia, con tutto quel patrimonio naturale, c’è voluto molto impegno.
Ma Cancelleri ha buoni propositi :” La Sicilia ha risposto bene, sono molto contento, non siamo disposti a fare alleanze, siamo pronti a votare le buone idee per i cittadini siciliani, da qualunque parte provengano”. Il dado è tratto e la vera partita, ora, saranno gli interessi che fino a d’ora non sono stati indirizzati al popolo. Crocetta dovrà fare uno sforzo notevole confrontandosi e combattendo ancora, con i personaggi che vogliono continuare a difendere i privilegi consolidati. Eppure c’è una forte motivazione che spinge alla rottura del passato. Crocetta :” Si riparte, è la prima volta che un candidato con un passato antimafia viene eletto”.