Magazine Mondo LGBTQ

Spitzer chiede scusa alla comunità gay

Da Psicologiagay
 

Il 25 aprile scorso, Robert Spitzer, professore emerito di Psichiatria alla Columbus University, ha inviato una lettera ufficiale al collega Ken Zucker, direttore della rivista Archives of Sexual Behavior. Ha confermato la notizia, che girava in rete qualche settimana fa, di voler ritrattare il suo più famoso studio “Can Some Gay Men and Lesbians Change Their Sexual Orientation?” presentato all’annuale convention dell’APA nel 2001 e già in quella sede criticato aspramente.

Lo studio, utilizzato dal Narth e da ogni difensore delle terapie riparative, fu pubblicato due anni dopo proprio sulla rivista di Zucker e fu ampiamente criticato da tanti e confutato da altre ricerche negli anni.

Spitzer chiede scusa alla comunità gay

Lo stesso Spitzer, era stato protagonista nel 1973 nella decisione dell’APA di rimuovere l’omosessualità dal DSM, dando il via ad una lunga serie di studi e ricerche con un’ottica diversa. Allora come oggi declamato come eroe, ma non tutti la pensano così.

Nanette Gartrell, autrice di importantissimi studi, soprattutto sull’omogenitorialità, sottolinea come per lei e gli altri che sin dagli anni ’60 hanno lottato per la depatologizzazione dell’omosessualità Bob non sia stato affatto il loro eroe. Parla di un processo di educazione e ri-educazione di Spitzer durato anni e ben documentato (cita due esempi: Bayer ” Homosexuality And American Psychiatry: The Politics Of Diagnosis“, Basic Books, 1981; Rothblum  “Lesbians In Academia“, Routledge, 1997).

Dopo aver parlato con Gabriel Arana, giornalista di American Prospect e con Malcolm Ritter, un scrittore scientifico, e dopo aver accennato telefonicamente a Zucker l’intento di ritrattare lo studio, il sito TruthWinsOut ha pubblicato in esclusiva la sua lettera di scuse. Si scusa con la comunità gay perchè il suo studio aveva in qualche modo avallato l’efficacia (inesistente in realtà) delle terapie riparative e per aver fatto perdere tempo ed energia ricorrendo proprio a queste in virtù del fatto che lui aveva provato che funzionassero solo con persone veramente motivate.

Spitzer chiede scusa alla comunità gay

Photocredit: Your Pal Dave

Due le questioni di base:

a) La domanda iniziale di Spitzer era “E’ possibile che una qualche forma di terapia riparativa permetta alle persone omosessuali di cambiare il loro orientamento sessuale in eterosessuale“. Resosi conto che il disegno dello studio non avrebbe risposto a questa domanda questo fu modificato per rispondere ad un’altra “Come descrivono i cambiamenti dell’orientamento sessuale le persone sottoposte a terapie riparative?“.

Quindi NON più “le terapie riparative possono modificare l’orientamento sesssuale” MA “in che modo coloro che hanno seguito terapie riparative descrivono eventuali cambiamenti dell’orientamento sessuale”.

b) Il difetto principale nello studio è che non c’è modo di giudicare la credibilità dei racconti soggettivi sul cambio dell’orientamento sessuale. Spitzer ha proposto diverse poco convincenti ragioni per rendere credibili e non false le dichiarazioni dei soggetti coinvolti. Oggi dichiara che non c’era alcun modo per determinare la veridicità di quanto i soggetti affermavano.

Ci vuole coraggio e onestà intellettuale, sebbene dopo decenni, per riconoscere un errore grave come questo che ha determinato sofferenze enormi e inutili a tanti omosessuali che pensano di essere loro sbagliati perchè non abbastanza motivati a diventare eterosessuali.

Ancora di più, alla luce di questa rettifica, è importante eliminare ogni dubbio sulla dannosità di ogni terapia che pretenda di poter modificare un orientamento sessuale aumentando solo la sensazione di inutilità e disperazione di tante persone che vi ricorrono.


Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :