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SPUTIAMO SU HEGEL - di Carla Lonzi

Creato il 02 ottobre 2013 da Ilibri
SPUTIAMO SU HEGEL - di Carla Lonzi SPUTIAMO SU HEGEL - di Carla Lonzi

Titolo: Sputiamo su Hegel
Autore: Carla Lonzi
Editore: et. al
Anno: 2010

La donna è l'altro rispetto all'uomo. L'uomo è l'altro rispetto alla donna. L'uguaglianza è un tentativo ideologico per asservire la donna a più alti livelli".

Tra i più importanti testi femministi italiani Sputiamo su Hegel dà avvio, nel 1970, a un nuovo modo di pensare a partire dall’essere donne e al di fuori della tradizione filosofica egemone nell’Occidente. Il volume raccoglie, oltre a questo testo fondamentale, scritti firmati personalmente da Carla Lonzi, e scritti firmati collettivamente dal gruppo Rivolta Femminile che, dalla primavera del 1970 ai primi mesi del 1972, segnarono una rottura teorica con “il monologo della civiltà patriarcale”. Oggi et al. Edizioni ha deciso di ripubblicare questo importante testo della scrittrice e critica d'arte fiorentina per dargli nuova vita.

"La lotta di classe, come teoria rivoluzionaria sviluppata della dialettica servo-padrone, ugualmente esclude la donna. Noi rimettiamo in discussione il socialismo e la dittatura del proletariato."

Un testo, è vero, scritto negli anni Settanta,  gli anni della contestazione, della ribellione e del rifiuto del modello di donna subalterna e sottomessa al potere maschile, ma che qui ritroviamo estremamente attuale laddove affronta temi su cui ancora oggi si continua a dibattere, segno che ancora si fatica a superare reminiscenze religiose e pregiudizi troppo radicati nella nostra cultura. L’aborto, il matrimonio come strumento di riscatto delle coscienze, la libertà sessuale demonizzata e degradata a fonte di perdizione e di dispersione, sono invece qui oggetto di studio e riflessione. Sviscerati e trattati con occhio critico e fermo, senza sbavature meramente ideologiche. La critica non risparmia proprio l’ideologia là dove l’autrice dichiara ferma la rottura con il marxismo, additato come analisi parziale e incompleta della società perché sviluppatosi senza tener conto di più della metà del genere umano nella sua specificità.

Più volte viene ribadito l’antagonismo maschio/donna, risultato di una lettura troppo superficiale della questione da parte del “sistema” politico ma anche del pensiero filosofico, entrambi capaci di riportare astutamente la donna ad un ruolo che vanta origini antiche, dentro il tessuto culturale di un Paese  e di una società patriarcale e misogina, a cui la donna fatica ad opporsi. Un modello sessuale creato da una visione maschilista a cui la donna sembra sottomettersi naturalmente, diventando ciò che questo tipo di società si aspetta da lei. Tale sottomissione trova la sua massima realizzazione proprio nell’atto sessuale, un momento che diventa strumento di mero compiacimento per il compagno ed in cui si realizza una totale dipendenza dall’uomo.  

"La cultura sessuale patriarcale, essendo rigorosamente procreativa, ha creato per la donna un modello di piacere vaginale [...] La donna clitoridea non ha da offrire all'uomo niente di essenziale, e non si aspetta niente di essenziale da lui. Non soffre della dualita' e non vuole diventare uno. Non aspira al matriarcato che e' una mitica epoca di donne vaginali glorificate. La donna non e' la grande-madre, la vagina del mondo, ma la piccola clitoride per la sua liberazione."

E’ alla riflessione che l’intelligente testo di Carla Lonzi conduce il lettore. Più ancora è alla donna che rivolge l’impulso e il rimprovero, affinché prenda consapevolezza del proprio ruolo e si affranchi dall’autorità, fisica e di pensiero, del maschio, ma non attraverso l’affermazione di un’uguaglianza con l’altro sesso, ma con la maturazione di un pensiero nuovo in cui si consideri finalmente altro dall’uomo e si liberi definitivamente da canoni di una cultura patriarcale ormai superati.

"Prendendo coscienza dei condizionamenti culturali, di quelli che non sappiamo, non immaginiamo neppure di avere, potremmo scoprire qualcosa di essenziale, qualcosa che cambia tutto, il senso di noi, dei rapporti, della vita. Via via che si andava al fondo dell'oppressione il senso della liberazione diventava più interiore. Per questo la presa di coscienza è l'unica via, altrimenti si rischia di lottare per una liberazione che poi si rivela esteriore, apparente, per una strada illusoria [...] Per esempio, lottare per il domani, un domani senza condizionamenti per la donna, un domani così lontano che neppure noi ci saremo. L'uomo ha sempre rimandato ogni soluzione a un futuro ideale dell'umanità, ma non esiste, possiamo però rivelare l'umanità presente, cioè noi stesse."


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