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STANNO TUTTI MALE #parlamento #berlusconi #sospensione

Creato il 11 luglio 2013 da Albertomax @albertomassazza

senato

Il pugile suonato che mena fendenti all’aria: questo l’atteggiamento del Pdl dopo la decisione della Cassazione di fissare la prima udienza per il processo Mediaset il 30 di luglio, in modo da evitare la prescrizione di alcuni reati. La sequela di ultimatum al ribasso, per ottenere una misera sospensione di mezza giornata, ne è la controprova. I mastini del Pdl possono abbaiare quanto vogliono, ma il loro padrone sa benissimo che ogni ipotesi, in caso di caduta del Governo Letta, porterebbe a un vicolo cieco. Anche perchè il dato politico più rilevante della tragicomica giornata di ieri è stato il voto negativo della Lega alla richiesta del Pdl.

Fortuna che il Pd riesce sempre a farsi mettere nel tritacarne, a riempire il bicchiere d’acqua ed offrirlo al Poseidone di turno, affinché scateni un’immane tempesta. Ci pensano gli ex alleati di Sel a strumentalizzare un passaggio parlamentare insignificante, facendolo passare come epocale; e ci pensano naturalmente i renziani, molti dei quali hanno votato per la sospensione di mezza giornata, a cogliere l’occasione per spianare la strada all’irresistibile ascesa del loro amato leader.

E naturalmente, l’occasione non se la sono fatta sfuggire i grillini che hanno inscenato uno strip in Parlamento, condito dalla solita sequela di insulti e proclami rivoluzionari. Questo dopo l’incontro mattutino della delegazione, guidata dai due guru, con Napolitano. Grillo ha farfugliato le solite cose in conferenza stampa, ma stavolta senza il suo usuale savoir faire da consumato uomo di spettacolo. A capo chino, goffamente impacchettato nel suo conformistico grigio matrimoniale, ha denotato tutta la stanchezza nel replicare uno spettacolo che magari può ancora funzionare nelle piazze gremite di acclamanti grillini, ma non di certo nelle asettiche sale del Palazzo.

Insomma, la salute dei politici è piuttosto precaria, ma quella degli elettori è peggio, molto peggio. E, si sa, al peggio non c’è mai fine.



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