
L’uomo Stella Jean abita il Chelsea Hotel ed indossa l'artigianalità delle righe del Burkina Faso in una realtà che racchiude gli estremi del globo sia in senso geografico che antropologico. Rifugge gli spazi-prodotto della società surmoderna in cui milioni di individui si incrociano senza entrare in relazione. Il concetto stesso di luogo perde il suo senso originario e viene, per così dire, destrutturato in una miriade di luoghi che dilatano a dismisura lo spazio per rintracciare il tesoro segreto del luogo tout court.Nell’infinita rete di comunicazioni e di scambio, di direttive multiple, di percorsi e rettilinei paralleli, sovrapposti e ingarbugliati, gli uomini Stella Jean portano su di sé i tracciati di quest’anima piena e così come le righe, essi sono punti in continuo movimento e insieme mille punti vicini.
Il vocabolario stilistico di questa Spring Summer 2016 si spoglia di rigide sovrastrutture figurative in virtù di un’impronta spiccatamente geometrica in cui guazzabugli di righe si rincorrono su palette di irriverenza cromatica.




























