Lo conosceva già, ovviamente. Ma per lei il nome di Hurricane, a partire da un certo giovedì di marzo, resta legato a questa storia. Il giorno che – in una delle più memorabili mattinate d’Onda, passata a parlare di docupicture, di Harvey Milk e di diritti civili – Corto Maltese lasciò alla ‘povna (intenta a partire a rotta di collo per l’altro mondo) i compiti per il lunedì successivo. Da allora, quella canzone di Bob Dylan, lei l’ha riascoltata ancora tante e tante volte, in situazioni emotive diverse che comprendevano impegno, rabbia, studio e ricerca, semplice e banale nostalgia.
Proprio per questo, quando ha sentito per caso che questa sera, sui Rai Tre, si apprestano a proiettare questo film, la ‘povna non ha avuto mezzo dubbio.
“Questa sera danno Hurricane!” – ha buttato lì con intenzione a Corto, durante un incontro flash in corridoio.
“Perfetto” – fa lui altrettanto rapido, con il sorriso so-che-cosa-vuoi-dire-e-ti-capisco – “allora lo guardiamo!”.
Questa sera dunque la ‘povna e Corto si siederanno – nella declinazione di comodità che più a loro corrisponde – ciascuno sul divano. La ‘povna, nella piccola città, sarà al sicuro nella sua confortevole casetta; Corto avrà l’amato cane Jack accoccolato sulla pancia, in salotto, a Castagnone. Tutti e due guarderanno con curiosità attenta, un po’ ricordando il bel tempo che fu. Mercoledì poi ne parleranno insieme con impegno, durante la lezione di inglese. E la ‘povna – che vive la pienezza, con lui e con l’Onda, di un’affinità elettiva che, banalmente, non può che essere tale – si chiede cosa succederà di qui a un anno, quando tutti loro, volando via dal nido verso il mondo, la lasceranno, stanco e prigioniero Peter Pan, sulla sua isola, in balia dei corridoi vuoti.
