Storia della scrittura 6

Da Antiquarium @antiquarium2

L’alfabeto latino nasce nell’VIII secolo a.C. per via diretta da quello greco occidentale o, secondo alcuni studiosi, tramite quello etrusco.

In origine era composto di 20 caratteri, passati poi a 21 intorno al 230 a.C. con l’aggiunta della lettera G ad opera del console Spurio Carvilio Ruga.

Sconosciute erano le lettere J, U, W, Y e Z.

Durante l’epoca repubblicana, crescendo l’influenza greca su Rom, furono inserite altre due lettere, la Y e la Z, per trasferire in latino i corrispondenti caratteri dell’alfabeto greco.

L’alfabeto latino arrivò in questo modo a 23 lettere.

I caratteri W e J furono immessi nel Medioevo per scrivere varie lingue nazionali, in particolare l’anglosassone nel VI secolo e per le lingue romanze occidentali.

Durante il successivo periodo umanista avviene la distinzione tra u e v.

All’inizio l’alfabeto latino era composto dalle sole lettere maiuscole; fu solo nel Medioevo che entrarono nell’utilizzo anche le lettere minuscole, provenienti dalla scrittura corsiva.

Il maiuscolo fu mantenuto per scritture ufficiali e per evidenziare; da ciò deriva l’uso, ancora attuale, di aprire frasi con un’iniziale maiuscola e per scrivere i nomi propri.

Attraverso le conquiste imperiali l’alfabeto adottato nella lingua latina si diffuse da Roma nelle regioni lambite dal mar Mediterraneo, mentre le regioni orientali dell’impero romano continuarono ad usare il greco.

La diffusione del Cristianesimo portò l’alfabeto latino nell’Europa settentrionale e centrale e fu adottato anche dai popoli baschi, finlandesi, estoni e ungheresi.

Successivamente alle spedizioni europee nelle Americhe ed in Oceania l’alfabeto latino si diffuse nel mondo intero.


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