Il Centro profughi di Stradella torna, infatti, a far alzare le antenne ad Azione Democratica dopo la notizia pubblicata su un giornale locale che ci sarebbero trattative fra la proprietà e la Prefettura, per impiegare il vecchio ospedale di Stradella per un nuovo centro di accoglienza profughi.
Il progetto però non è quello di realizzare un CARA bensì un punto di smistamento il che, spiega Azione Democratica, significa lasciare tutti gli oneri dell’accoglienza alle organizzazioni umanitarie e al privato proprietario del capannone, solo il beneficio dell’incasso dell’affitto.
Potremmo definirlo una sorta di affitto a fini sociali e solidali ma che presenta più di un limite importante. Non essendo un CARA, infatti, ma solo un punto di smistamento, il centro non ha l’obbligo di fornire i servizi minimi all’integrazione previsti nei CARA, come l’insegnamento dell’italiano, fondamentale per il processo di integrazione. Dunque le perplessità di AD condivise da molti stradellini, nascono dal timore che una scelta di questo genere determini una situazione angosciante per tutti in quanto crea solo un’area di parcheggio, soluzione lesiva della dignità dell’immigrato che dovrà restare lì da uno a due anni, necessari ad ottenere lo status di profugo, vivendo senza servizi, senza lavoro e senza soldi.
Quindi pensare che questo crei facile terreno per la malavita è una logica e naturale deduzione. Ma torniamo all’intervento di Azione Democratica che solleva un dubbio: a chi, in realtà giovi tutto questo soprattutto alla luce di alcune informazioni raccolte a Stradella dai suoi attivisti e pubblicate anche sulla pagina di Facebook, secondo cui dalla Prefettura sarebbero stati riconosciuti ben 6,5 euro al mq alla proprietà del capannone, per un totale di 15mila euro di affitto, contro i 2,5 mediamente offerti nella zona e che appunto ci sia in corso una trattativa con la Prefettura per destinare l’ex ospedale a nuovo centro di smistamento. E anche la proprietà del vecchio ospedale sarebbe di aziende nell’orbita della famiglia dell’ex senatore Sclavi.
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