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Strategie per medicare un Alaskan Malamute diffidente

Da Mercuriomalamute @mercuriomalamut
Mercurio, Alaskan Malamute di 10 mesi, dopo un mese di antibiotico

Mercurio, Alaskan Malamute di 10 mesi, dopo un mese di antibiotico

Per curare Mercurio, il mio Alaskan Malamute di quasi un anno, mi sono dovuta inventare diverse strategie per somministrargli le pastiglie di antibiotico, gli integratori, i fermenti lattici e la tintura per la pulizia delle orecchie. Lui non ama assumere medicinali o farsi disinfettare, ingurgita l’antibiotico a “denti alzati” e, per tutto il resto, non c’è Mastercard, ma l’astuzia, la pazienza e la determinazione.

In questi mesi, ho dovuto curare Mercurio per tanti tipi di patologie (Giardia in primis, infezione alle vie urinarie in contemporanea, funghi trasmessi dai gatti di zona alla pelle e una non meglio specificata problematica all’orecchio sinistro). Ho, quindi, messo a punto alcuni trucchetti per fargli andare a genio l’assunzione delle pastiglie, che vi propongo, casomai aveste bisogno di qualche dritta casalinga al riguardo.

1) Magia A: Polvere di antibiotico per incantesimo di salute

Se il vostro cane non mangia l’antibiotico in pastiglie in maniera autonoma, ci sono alcune strade da percorrere prima di aprirgli la bocca e calarglielo in gola, in modo tale che inghiottisca e basta. Potreste, per esempio, mettere a cuocere due etti di macinato, tenere il sangue sgocciolato, prendere un batti carne, posizionare la pastiglia su un  pezzo di carta argentata e farla in polvere. Unite il tutto e bagnate con il sangue allungato con acqua. Se il vostro cane è goloso, potete spolverarci un pò di formaggio grattugiato, delle briciole di pane o di pizza, mescolare il tutto e servire. La polvere non può essere scissa dagli altri ingredienti e carne + sangue + formaggio + pizza/pane sono tutti ingredienti di cui, in genere, un cane va matto. Se storce il naso, lasciatelo senza cibo fino a quando non avrà fame a sufficienza per mangiare il vostro manicaretto (ma dubito succederà). Se siete stufi della carne, potete sempre cuocere del pesce e assicurarvi che l’antibiotico aderisca bene oppure discioglierlo in una ciotola di latte, all’interno del quale potreste mettere dei pezzi di pane secco. In alternativa, potreste sfruttare anche la banana molto matura, schiacciata come per i bimbi piccoli, spolverata di antibiotico e mela grattugiata e, diciamo, giusto per gradire, una manciata “vedo non ti vedo” di briciole di biscotti. Dovrebbe andare meglio, con un pizzico di coccola in più.

Con Mercurio ho provato la strategia dell’involtino all’antibiotico ovvero ho provato ad arrotolare sull’antibiotico una fetta di prosciutto, una sottiletta e l’ho “strizzato” in modo che si attaccasse alla pastiglia. Lui, però, si è mangiato tutto… tranne l’antibiotico, che mi ha lasciato sul pavimento in bella vista. E’ molto diffidente quando si tratta di cibo e medicine. Annusa, lecca quello che gli interessa e il resto lo evita, a parte quando si tratta di carne macinata, sangue diluito e formaggio grattugiato. Fa così anche con molte altre soluzioni, mangiando il contorno e non l’antibiotico per questo, con lui, mi sono adattata al mettergli la pastiglia in gola e a dargli un premio, dopo che l’ha inghiottita senza fare storie o sputare. Lo posso capire, comunque, perché un mese di antibiotico è pesante per tutti. Volendo se frantumate in pezzetti infinitesimi la pillola, potete anche avvolgere la polverina intorno alla sottiletta, ma non è detto che non riesca a fare opera di divisione e a lasciarvi sulle piastrelle la medicina.

La strategia del sangue diluito la utilizzo anche per fargli andare a genio le crocchette veterinarie per la cura delle infezioni urinarie. Non le ama ma, quando riesco, scongelando la carne, a condirle con il sangue scolato, le mangia con molta più voracità. Devo dire, però, che l’umido lo preferisce al secco. L’unico problema è che le scatolette veterinarie costano molto di più delle crocchette. Trovando una mediazione, facciamo un 80% secco e un 20% umido. Lui adora il cibo morbido.

2) Magia B: Fermenti lattici in acqua/latte/sangue

Dunque, sui fermenti lattici andrebbe aperta una discussione. Prima dell’ultimo cambio di veterinario, utilizzavo quelli per animali (costano circa il doppio di quelli umani). Poi ho scoperto che l’Enterogermina va benissimo uguale e così, quando c’è necessità, la sciolgo nella ciotola d’acqua e lui la prende così, bevendo. Farglieli assumere è meno complicato della stessa questione per l’antibiotico.

3) Crociata C: Puliamo le orecchie

Inserire la pipetta con la tintura antibiotica per la cura di otiti o simil problematiche batteriche nelle orecchie di un Alaskan Malamute testone e diffidente è cosa ardua. Su questo ci sto ancora lavorando perché Mercurio è un osso duro. Non si fa lavare le orecchie con semplicità, va preso nel “momento giusto”, possibilmente con una mela a disposizione. Di solito mi siedo a terra, cercando di fare calma dentro di me (cosa complicata). Posiziono la mela fra le mie gambe incrociate e gli chiedo di mettersi a terra, vicino a me, a mangiarla. Lui protesta, gira e rigira la stanza, ma poi la gola prende il sopravvento. Ora. Dal lasciargli la mela all’infilargli nelle orecchie la garza per pulirgli i padiglioni ci passa una lotta da gladiatori… no, scherzo, è che ci vuole tanta pazienza. Di solito lo accarezzo con la garza e, piano piano, mi avvicino alle orecchie. Mentre gli faccio i grattini sulle tempie, gli pulisco lentamente l’interno: questo quando la giornata è propizia, lui è accondiscendente e non ha voglia di giocare sulla questione. Molto diversa è la questione di infilargli una pipetta e schiacciare il liquido all’interno. Qui mi serve l’aiuto del mio compagno, che lo sa distrarre meglio con il pane ed è più veloce nello schiacciare il contenuto dentro le orecchie.

Se avete suggerimenti per fargli andare a genio le gocce di tintura nelle orecchie, vi ascolto più che volentieri!

4) Disinfettiamo la zampa?

Quando i gatti gli hanno passato il fungo, sono comparse due piccole chiazze di pelle secca sugli arti. Mercurio, essendo sottoposto a tanti trattamenti, ogni volta che mi vede prendere in mano il cotone capisce che sta per essere medicato. Ho preso l’abitudine di disinfettargli la pelle quando è appisolato, e di mettergli le gocce quando dorme. Anche in questo caso, non è semplice, perché lui è molto vigile, anche se pensi stia dormendo. Sunrise, in questo, è molto più docile e si fa fare tutto, compresa la pulizia delle orecchie, senza eccessive protese.

Bisogna essere rapidi e cercare di trasmettere un’emozione di fiducia e tranquillità piuttosto che di ansia o senso di colpa o angoscia o rabbia o frustrazione. Quello che mi “frega” maggiormente è che “mi metto nei panni” di Mercurio ed empatizzo: troppe cose tutte insieme. E’ necessario e stiamo avendo i risultati, ma è una lotta continua fra la sua volontà e la necessità di stanare i batteri.


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