Sua Santità: le carte segrete del papa, il libro di Gianluigi Nuzzi

Creato il 25 maggio 2012 da Paopasc @questdecisione

C'è un aspetto inquietante in queste parole che Nuzzi attribuisce al papa [vedi Sua Santità, estratto dal libro], nell'ipotesi che siano vere, quando Benedetto XVI riceve in udienza i gentiluomini di Sua Santità (gentiluomo del papa è un'onorificenza riconosciuta direttamente dal papa) e afferma che la barca di Pietro ha necessità, oltre che delle normali attività appariscenti, anche di tante nascoste mansioni.

Comprendo perfettamente che questo tante nascoste mansioni può avere una duplice interpretazione ma, solitamente, le cose tenute nascoste lo sono perchè non possono essere mostrate. Se non possono essere mostrate spesso sarà perchè, pur essendo lecite, non è bene che si conoscano ma a volte può pure essere perchè non sono lecite.

Gianluigi Nuzzi afferma di avere una fonte segreta all'interno del Vaticano che gli ha passato tutte queste missive, carte, documenti riservati che poi ha raccolto nel libro. Con queste carte svela la vita segreta del Vaticano, il quotidiano della chiesa, non troppo dissimile a volte da una qualunque altra attività di lobbismo. Tra queste attività nascoste probabilmente anche missive, contatti, pressioni, e i motivi sono presto elencati.

[...] nel 2010 l'antitrust europeo apre una procedura d'infrazione contro l'Italia, accusata di "aiuti di Stato" alla Chiesa cattolica non previsti né accettabili. [vedi Sua santità cit.]

Si crea dunque un problema per il governo Berlusconi: da una parte la procedura d'infrazione della UE, dall'altra il Vaticano. Dopo un incontro di Tremonti con Gozzi Tedeschi, presidente dello Ior (la banca del Vaticano) quest'ultimo scrive al papa prospettandogli tre strade: abolire le agevolazioni, cosa che però Tremonti non farà mai, difendere la normativa esistente oppure modificare la norma, con ciò facendo venire meno, in un colpo solo, due problemi.

Lo scopo, come nota Nuzzi e come poi è avvenuto, è quello di modificare la normativa sotto infrazione da parte della Commissione Europea, così da ottenere due risultati con un'unica operazione: nessuna infrazione e nessun pagamento retroattivo per la chiesa.

Dietro quello che vediamo pubblicamente su giornali e televisioni si cela un mondo nascosto, un formicolio di trattative e incontri, di pressioni, un lavorio diplomatico, una moral suasion (termine così caro...) continua e pressante. Quello che vediamo è la facciata pulita, ma dietro cosa si nasconde?

Che cosa pensare? La chiesa destina il 21% , di tutto l'8 per mille che percepisce, ad attività caritatevoli, il resto va in stipendi, edilizia e spese varie. Sembra un po' poco confrontato con l'esempio di una onlus come Save The Children, che si aggira intorno al 60% [vedi Come utilizza la chiesa l'8 per mille?].

La chiesa non ha preso bene la vicenda:

Il Vaticano passa al contrattacco sulla pubblicazione di documenti riservati della Santa Sede e, nel nuovo libro di Gianluigi Nuzzi "Sua Santita"', anche di lettere private scritte al Papa e al suo segretario particolare.
Si tratta di un "atto criminoso", si legge in una durissima nota della sala stampa vaticana, e il Vaticano si rivolgera' alla giustizia affinche' gli autori "del furto, della ricettazione e della divulgazione di notizie segrete, nonche' dell'uso commerciale di documenti privati, illegittimamente appresi o detenuti, rispondano dei loro atti".
"La nuova pubblicazione di documenti della Santa Sede e di documenti privati del Santo Padre non si presenta piu' come una discutibile - e obiettivamente diffamatoria - iniziativa giornalistica, ma assume chiaramente i caratteri di un atto criminoso", si legge nella nota diffusa oggi.
"Il Santo Padre, ma anche diversi dei suoi Collaboratori e dei mittenti di messaggi a Lui diretti - viene sottolineato -, hanno visto violati i loro diritti personali di riservatezza e di liberta' di corrispondenza".[vedi RaiNews 24, Vaticano: la fuga di documenti è un crimine]

Da una parte è condivisibile quello che dice Boffo (ex direttore di Avvenire) nell'articolo di RaiNews 24, che

'Pur essendo un beneficiario di queste rivelazioni - ha detto oggi il direttore della tv dei vescovi - devo dire che non sono felice, perche' l'immagine della chiesa ne viene sporcata e io ho lavorato per altro nella mia vita".

La pubblicazione di documenti sottratti è certamente una violazione della privacy. E' un Wikileaks del vaticano, già ribattezzato Vatileaks. Anche in quel caso i documenti riservati sono stati sottratti e anche in quel caso la stampa ci si è gettata sopra.

E' credibile che, in una determinata circostanza, siano possibili due affermazioni in contraddizione tra loro? Le carte sottratte alla chiesa sono allo stesso tempo una violazione della privacy e la loro pubblicazione un atto dovuto da parte di un giornalista che se le ritrovi tra le mani. Qui non si tratta di un privato cittadino le cui epistole vengono diffuse contro la sua volontà; qui si tratta di uno Stato, quello Vaticano, che riceve denaro pubblico dall'Italia e, in un certo senso, deve rispondere a chi dà quel denaro. L'esigenza di perfetta trasparenza viene meno nei confronti dei singoli cittadini, a meno che non siano formalmente accusati di qualcosa, mentre così non è per un ente pubblico. E' per questo motivo che operazioni come quelle di Wikileaks sono tutto sommato augurabili, perchè impediscono che, con la scusa del segreto di Stato o con l'assuefazione al potere, si attuino comportamenti indesiderabili. Sono dei momenti di eccesso di libertà di informazione salutari, che servono a mantenere in uno stato di benefica tensione morale le istituzioni, sempre passibili di essere smascherate.

D'altra parte viene anche da chiedersi quale sia stato l'intento dell'ignoto sottrattore. Fare del bene o del male alla chiesa? la risposta non è tanto semplice.

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