È cominciato l'amore allorquandouna flebile voce radiofonicaannunciava: «Sì, ti sento, tanto»nella tenera esclusività di un incanto.Ti si scopre davanti agli occhie non sai se quello che leggiè qualcosa che fugge o che restanella bolgia dei fatti. Masi sente nelle mani saldarequella forza che dentro noi cercavamoquella forza che mancase isolata da questo contesto.Pretesto per stringerti,per abbracciarti, mentrela pioggia che picchia sui vetriaccompagna la vita.E son qui adesso, a farle i versi a quellamentre ripenso ai tersi tuoi sguardiche ti fan così...
– Bella? Mi volevi dire bella? Ma fino a quando, per quanto tempo ancora apparirò, nella luce de' tuoi occhi come una una stella? Farò una cosa: ti fotografo gli occhi che in questo istante mi vedono così; poi, un giorno, presentandoti il conto, domanderò: Sono la stessa?– Sì, se terrai gli occhi chiusi.

I tuoi capelli fanno coperta alle mie intenzioni, ai miei sogni. Tu scaldi le mie interpretazioni. Vedi, tu mi dài rifugio, mi fai entrare nelle tue insenature, mi regali il caldo del tuo respiro, la frequenza cardiaca percepita con la punta del mio naso. Io mi metto lì, e mi basta un occhio solo per vedere l'universo. E sento che non riesco a dormire perché contemplare la bellezza del tuo sonno, del tuo sogno, mi trasporta in una città nuova dove il senso dell'assurdo si spenge e comincia una vera illuminazione. Sub specie æternitatis. Resta così, non ti svegliare. Lasciami così, On the Waves of Love.
