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Sud Sudan /Una pace da subito difficile e i civili ne pagano il prezzo

Creato il 01 settembre 2015 da Marianna06

Kivu561

Poche ore dopo l’inizio del cessate il fuoco in sud Sudan, già vacilla l’accordo tra il governo del presidente Salva Kiir e i ribelli fedeli al suo ex vice Riek Machar. Le due parti si sono infatti reciprocamente accusate di aver violato la tregua entrata in vigore a mezzanotte di sabato.

In particolare, secondo il portavoce governativo Philip Aguer, uomini di Machar avrebbero attaccato postazioni dell’esercito a Malakal tra sabato e domenica. I ribelli rispondono denunciando azioni condotte dalle forze di Kiir lungo il corso del Nilo, tra questa stessa città e la capitale Juba, attraverso piccole imbarcazioni che avrebbero aperto il fuoco sulle postazioni degli insorti.

Sull’accordo, inoltre, pesa anche l’incertezza sul comportamento dell’Uganda, le cui truppe hanno affiancato quelle governative durante il conflitto. Secondo l’accordo di pace siglato da Kiir e Machar, i militari stranieri dovrebbero abbandonare il paese entro 45 giorni. Sul tema però sono arrivate dichiarazioni contraddittorie da parte delle autorità di Kampala.

Il capo delle forze armate, generale Edward Katumba Wamala ha affermato che l’esercito si ritirerà come previsto dagli accordi “purché non ci sia rischio per i nostri concittadini a Juba”. Tuttavia, il ministro di Stato per gli Esteri, Henry Oryem Okello ha dichiarato nelle stesse ore che l’Uganda “non si ritirerà”, in quanto “non è parte nell’accordo” mentre ha stipulato protocolli sulla presenza di truppe con il governo di Kiir.

             a cura di Marianna Micheluzzi (Ukundimana)


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