SugarBBW, dating online per donne curvy. Cosa ne penso?

Creato il 14 maggio 2014 da Fattyfair

“Le donne curvy non nascondono la loro rotondità, anzi, la esaltano con vestiti aderenti e tacchi altissimi che le rendono super sexy. E gli uomini amano quella carne da acchiappare, quella morbidezza dove rifugiarsi e della quale innamorarsi”. Avete presente il programma demenziale Jackass? Quello in cui ci sono uomini “impavidi” (idioti?) che si cimentano in prove pericolose e/o ridicole e/o schifose estreme? Quando lo guardo (rettifico, i miei amici mi costringono a guardare, ogni tanto) mi suscita un misto di emozioni, tra disgusto, pena e divertimento. Ecco, leggere questo virgolettato (e molti altri che scoprirete tra qualche riga) ha prodotto su di me lo stesso effetto.

È nato SugarBBW.it, portale di dating online dedicato alle donne curvy per far loro conoscere uomini interessati a incontri ravvicinati del terzo tipo con le donzelle in carne, le cosiddette Big Beautiful Women (BBW per l’appunto). Apprendo la notizia da alcuni comunicati stampa ufficiali.
Uno di questi titola: “SU SUGARBBW.IT ARRIVANO LE “PLUS GIRLS”, RAGAZZE CON QUALCOSA IN PIÚ”. E cosa sia questo qualcosa in più a dire il vero lo ignoro. Il peso? Il grasso? Sì, ok, è lapalissiano. Ma, oltre la banale deduzione logica, cosa diamine è questo “qualcosa in più” da offrire, a livello di relazioni interpersonali (o sessuali)? E, dunque, qui risiede la fonte della mia indignazione. Non-me-ne-frega-un-tubo se è nato un portale di incontri per donne grasse e uomini che cercano donne grasse – sebbene, sia chiaro, la cosa non mi lasci per nulla indifferente. Detesto, però, e respingo con tutte le mie forze l’immagine che viene trasmessa delle donne in carne. Che poi, non mi pare altro che l’estensione della comune e vile concezione maschilista della donna. Ma, tanto, “L’uomo sta tornado ad apprezzare le forme generose” dicono da SugarBBW.it.

Questo nuovo business avrà pur il diritto di impostare la sua campagna di marketing e comunicazione come vuole, si potrebbe obiettare. Sì. Fin tanto che non diffonde una visione distorta, e anche offensiva, a mio parere, della realtà.  Come se il riscatto sociale delle donne grasse si possa compiere con l’incremento della loro desiderabilità sessuale. Doccia fredda leggendo anche Panorama.it. Un pezzo che parla proprio di questo nuovo portale di incontri mi fa pensare che la disciplina della deontologia del giornalista è nulla, se chi scrive non ha la benché minima percezione non dico del buon senso, ma, quanto meno, del senso comune. “Le curve morbide e qualche chilo in più sono infatti la carta vincente della donna del 2014 – si legge nell’articolo SugarBBW.it, il portale per chi ama le forme generose (clicca per leggerlo) – e a trasformarla in icona sexy e oggetto del desiderio ci sta pensando proprio questo nuovo portale dedicato ad un mercato di nicchia molto specifico che va a soddisfare la crescente domanda di un rifugio sicuro dove anche le donne BBW, acronimo del neologismo inglese “Big Beautiful Woman”, possono trovare la loro anima gemella”. Dovremmo ringraziarlo?

Allora, sto 2014, ragazze fottetevene della prova costume, tanto la carta vincente è la ciccia sballonzolante, che piace tanto anche all’uomo. Vedrete che questa è l’estate buona per rimorchiare. E farete anche più sesso perché, visto che non sarete frustrate per il vostro peso, vi ingozzerete come anatre da fois-gras, i livelli di serotonina si alzeranno, e sarete automaticamente più disponibili a flirtare o a divertirvi sotto le lenzuola.
Sono esageratamente polemica, oppure, anche a voi questi messaggi suonano un po’ così? Iperboli a parte, io mi sento un po’ presa per il culo.

Vorrei chiarire, prima di proseguire, che non è nella mia intenzione fare di questo caso specifico un capro espiatorio, né, tanto meno, di redimere tutte le donne in carne. Parto semplicemente da questa notizia per approfondire un topic e riflettere.
E penso che la traiettoria della presunta evoluzione sociale della donna in carne tracciata dai media possa essere riassunta con questa espressione inglese (di mio conio, FORSE): From dog to doggy. Ve la spiego. “Dog” riferito a una donna significa “brutta” (She’s a dog=è un cesso). “Doggy” (o doggy-style, “a cagnolino”) è una posizione dell’atto sessuale che non traduco  in italiano, perché avrete sicuramente capito… :) Insomma, in italiano potrebbe essere “Da cessa a me-la-scopo“, ma perde tutto il fascino di certi “ammicco ammicco” linguistici allusivi e maliziosi (…If you know what I mean). Bene, è così che vogliamo essere rappresentate? Vogliamo che la nostra scalata sociale si riduca all’inseguimento di uno status sessuale alla stregua delle donnine da Bunga-Bunga? Io non lo voglio. E voi? In uno dei miei primi post su Fatty Fair Blog scrissi che ambivo semplicemente a essere considerata normale, una donna qualsiasi. Dovranno pur essere altri gli attributi e le caratteristiche della mia persona a identificarmi, non il peso.

Mi chiedo se forse non venga interpretata in maniera errata anche l’attività di tante fashion blogger plus size, me compresa. Ho grande stima in generale di tutte le blogger in sovrappeso italiane e straniere che seguo. E mi pare che nessuna di noi enfatizzi la questione dell’appeal sessuale. Che nessuna alluda al fatto che un bell’aspetto – un outfit alla moda che valorizza il proprio corpo – debba automaticamente implicare un incremento della desiderabilità sessuale. Insomma, ciò che facciamo è semplicemente promuovere tra le donne in carne un comportamento positivo e creativo verso il proprio corpo. Ma, ahinoi, temo che il movimento di auto-consapevolezza e auto-valorizzazione cui tante donne aderiscono, sul web e nella vita reale, rischi di essere strumentalizzato, abusato, manipolato e distorto. Come difenderci da tutto questo? Facendo quadrato, ovviamente, attorno ai nostri valori e diffondendo la nostra filosofia che, spero, sempre più donne abbracceranno.

Cosa penso dei siti di dating online dedicati alle donne in carne? Mi sanno un po’ di ghettizzazione, svilenti, umilianti. Non amo i siti di dating in generale e questi “di nicchia” in particolare. Ma non reprimerei la libertà di cercare compagni di vita o di avventure sul web. Non lo consiglierei, ma non lo ostacolo. A chi volesse iscriversi – vi anticipo che è a pagamento – dico solo: basta saper riconoscere la differenza tra oggetto sessuale e soggetto sessuale.
Leggete cosa c’è scritto nel sito e valutate se forse non sia meglio cercare i vostri partner nella vita reale.

E voi cosa ne pensate?


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