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sul consumo critico

Da Lananagialla @lananagialla
Ieri pomeriggio ho visto un documentario molto interessante, si chiama "Il complotto della lampadina" realizzato dalla regista spagnola Cosima Dannoritzer (titolo originale "Comprar, tirar, comprar– La historia segreta de la obsolescencia programada").
La pellicola spiega benissimo come gli oggetti siano studiati e prodotti appositamente per durare e funzionare un certo lasso di tempo, con ripercussioni sui consumi, sull'utilizzo di risorse e sulla produzione di rifiuti.
Nel documentario si parla di una lampadina che è accesa ininterrottamente dal 1901 nella caserma dei pompieri di Livermore (California).
Immaginate ora se in quegli anni non avessero posto freno alla produzione di lampadine tanto longeve, le grandi industrie che si occupano di illuminazione sarebbero fallite da tempo.
Per questo, a metà degli anni venti le case produttrici, in comune accordo, stabilirono multe per chi metteva in commercio lampadine che durassero più di mille ore.


Così dai prodotti tecnologici all'abbigliamento ecc. , si cerca di stabilire già al momento della progettazione, il "ciclo di vita" di un oggetto. 

La regista mostra che in alcuni casi possiamo sottrarci a questa logica: ci fa seguire le vicende di Marcos, un ragazzo alle prese con la sua stampante che da un momento all'altro e senza apparente motivo ha smesso di funzionare. Marcos si reca in tre diversi centri di assistenza, in ognuno di essi gli spiegano che la riparazione sarebbe onerosa e che costerebbe meno comprarne una nuova. Il ragazzo però non demorde, scoprendo che nell'apparecchiatura è installato un chip che causa il blocco delle testine dopo un certo quantitativo di stampe, su internet trova il modo di resettare il chip e la stampante riprende a funzionare.

Se avete occasione, vi consiglio vivamente di guardare questo documentario, che mi ha anche fatto riflettere su alcuni aspetti del mio lavoro e sull'handmade in generale.

Chi realizza un oggetto a mano, lo progetta e produce affinchè duri nel tempo, le logiche di mercato così bene raccontate ne "Il complotto della lampadina" sono lontane anni luce dalle logiche di un maker, anzi direi antitetiche.


La cura che si pone nel creare qualcosa con le proprie mani riveste il lato estetico, quanto quello qualitativo e funzionale dell'oggetto finito.
Comprare handmade e sostenere le autoproduzioni quindi contribuisce ad allentare le catene che ci legano all'obsolescenza programmata... inoltre basta poco per fare la nostra parte, magari se un paio di scarpe si rompe portiamolo ad aggiustare invece di gettarlo, sottraiamoci alla tentazione di cambiare cellulare ad ogni nuovo modello che irrompe sul mercato, impariamo a comprendere quello di cui abbiamo davvero bisogno, limitiamo gli sprechi energetici... impariamo che sono i piccoli gesti e le scelte che ognuno di noi può fare ad avere, sommate a quelli degli altri, il potere di invertire la rotta!!

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