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Sulle orme di Agostino /Le Confessioni / Spazio Spiritualità

Creato il 18 novembre 2015 da Marianna06

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"Del resto che segreti avrei per te, Signore, che coi tuoi occhi denudi l'abisso della coscienza umana, anche se non volessi confessarmi a te? Nasconderei te a me, non viceversa. Ora poi che il mio pianto testimonia il fastidio che provo per me stesso, sei tu la luce e il termine del desiderio, del piacere, dell'amore, fino a farmi arrossire di me stesso, a fuggire da me per abbracciare te, a non voler piacere né a me né a te se non per quello che ho da te. Sono tutto davanti a te, Signore, comunque io sia. E con che frutto io mi confessi a te, l'ho detto. Non con parole che hanno corpo e suono, ma con parole dell'anima e grida del pensiero, che il tuo orecchio conosce. Se son malvagio confessarmi a te altro non é che dispiacermi; se devoto, altro non é che rendertene merito, perché tu, Signore, benedici il giusto, ma prima, quando ancora é empio,  lo giustifichi.
Perciò la mia confessione al tuo cospetto, Dio mio, si fa in silenzio e non si fa in silenzio.
Tace la voce, grida il sentimento. E io niente di vero dico agli uomini che tu non abbia saputo già prima, e tu da me niente vieni a sapere che non m'abbia tu stesso detto prima." (2.2)

"Sant'Agostino nello studio" (1480),affresco di Sandro Botticelli per la chiesa di Ognissanti a Firenze.

                      a cura di Marianna Micheluzzi (Ukundimana)


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