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Supernova 1604 reloaded

Creato il 11 ottobre 2014 da Media Inaf

10.10.2014, ore 13:00

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Nell’incanto degli spazi dell’INAF – Osservatorio Astronomico di Napoli è di scena Supernova 1604 reloaded, ideale capitolo di un nuovo e inedito romanzo artistico-visivo dell’artista austriaco Paul Renner.

Amante dell’Italia, vive e lavora tra Schoppernau in Austria, Vignale Monferrato e Punta Campanella a Sorrento. Di questo eclettico e particolarissimo artista, già assistente di Arnulf Reiner ed Hermann Nitsch, si registrano presenze di rilievo internazionale in numerose gallerie di Zurigo, Vienna, Monaco, New York e in importanti città italiane come Torino, Napoli e Bologna.

In collaborazione con Gunter Leising , docente di fisica dello stato solido dell’Università di Graz, e Massimo Della Valle, direttore dell’Osservatorio, Paul Renner ha progettato la sua installazione: Supernova 1604 reloaded. Il 9 ottobre del 1604 una Supernova esplode nella nostra galassia – la Via Lattea – in direzione della costellazione dell’Ofiuco, a circa 20.000 anni luce dalla Terra. Visibile ad occhio nudo in congiunzione con Marte, Giove e Saturno, per diciotto mesi rimarrà più brillante di ogni altra stella in cielo.

Keplero la scorge per la prima volta il 17 ottobre, ne resta ammaliato, le dedica un libro, De Stella nova in pede Serpentarii, . Anche Galileo la studia e di queste osservazioni diede conto in tre straordinarie lezioni svolte all’università di Padova in un’aula affollata di studenti e docenti.

Servendosi di osservazioni effettuate da collaboratori in altre città, Galielo e Keplero provarono che “ l’evento” doveva trovarsi nell’ottava sfera, la sfera delle “stelle fisse”, laddove secondo gli aristotelici la materia avrebbe dovuto essere inalterabile e incorruttibile. Queste osservazioni furono tra le prime a mettere in discussione su base empirica il modello di universo aristotelico-tolemaico.

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Si è ispirato a tali suggestioni Paul Renner, per progettare un affresco di 50 metri quadrati impreziosito da 69 luci LED che riproducono il cielo con la Supernova (rappresentata da un LED con intensità e colore variabile) come appariva nel cielo di Napoli nel 1609, e come veniva osservata dai napoletani in quei giorni. L’installazione collocata a sei metri di altezza adorna il soffitto dell’edificio monumentale dell’Osservatorio di Capodimonte dell’INAF.

L’opera è’ stata interamente autofinanziata dall’artista con il supporto della fondazione Morra di Napoli. Sempre nell’edificio monumentale le pareti vengono coperte da venti acquarelli ideati dall’artista e che disegnano un percorso onirico, attraverso cui l’artista si confonde con l’astronomo.

La mostra è stata inaugurata giovedi 9 Ottobre, 410 anni dopo l’esplosione della Supernova e si è contraddistinta per una vastissima affluenza di pubblico. Le opere rimarranno esposte per un mese e successivamente l’affresco verrà donato dall’artista all’Osservatorio.

“Questa mostra, dice il Direttore dell’Osservatorio, Massimo Della Valle,  è l’ennesima tappa di un percorso iniziato qualche anno fa, che ha come obbiettivo quello di intersecare diversi aspetti della Cultura, Arte e Scienza lungi dall’essere antitetiche sono facce diverse e complementari dello stesso cristallo. Il prossimo 13 Novembre torneremo ad un incontro più tradizionale, quello tra musica classica, con Mozart, Rachmanichoff , Haendel, e Poulenc e la nascita delle stelle”.

Presente all’inaugurazione il Presidente dell’INAF, Giovanni Bignami: “Una bellissima iniziativa nello spirito dell’INAF. Troppo spesso la scienza è stata letta come distante dalla Cultura altra, quella elevata. Non è così. Il museo dell’Osservatorio di Capodimonte ne è un esempio. E non è l’unico. A Genova, nell’ambito del festival della scienza, avremo un’altro esempio di come arte e astronomia – continua Bignami – con una performance dell’artista piemontese Mauro Benetti. Non solo – conclude Bignami – ma abbiamo proposto al comune di Roma una mostra su via dei Fori Imperiali con una serie di installazioni artistiche con tema l’astronomia”.

 

Fonte: Media INAF | Scritto da Redazione Media Inaf


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