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Ad Auckland partono meglio i sudafricani reduci dalla sconfitta a Wellington: dominano il primo quarto portandosi sul 0-15 con un penalty di Patrick Lambie, in mediana con Charl McLeod e Michalak in panca, più due mete del pack che nascono non da pressione ma da intercetti, nel mentre i Blus si producono in forsennate fasi su fasi: del lock Steven Sykes passato quest'anno da Leinster su intercetto da 50 metri del capitano nr.8 Keegan Daniels, poi del hooker Craig Burden che si trova in mano un ovale regalato dagli avversari, lo porta per metà campo, supera l'ala Rudi Wulff e marca meta. A fine del primo tempo gli attacchi dei Blues finalmente si concretizzano dopo numerose palle perse, arriva la meta di sfondamento del pilone All Blacks Tony Woodcock per il 13-15 di metà gara, arrivato assieme ai piazzati e alla trasformazione di Gareth Anscombe, schierato in coppia con Alby Mathewson e Piri Weepu in panca (criticato in settimana dal compagno Keven Mealamu, per essersi ridotto fuori peso e fuori forma dopo il Mondiale). Alla ripartenza i Blues insistono e passano in vantaggio 20-15 con l'attivissimo Benson Stanley, centro con Ma'a Nonu (nella foto col "nuovo" centro degli Sharks JP Pietersen), il più lesto a gettarsi una palla rotolante fuori da una ruck in prossimità della linea di meta Sharks e depositarla in meta. Gli Sharks non disarmano: nel giro di cinque minuti vanno in meta due volte. Prima con Keegan Daniels che brucia un paio di avversari, poi col centro Timothy Whitehead, che sostiene un break di Lambie, riesce a tenere l'offload scaricatogli in piena velocità e marca la meta del bonus. Una punizione di Anscombe a un quarto d'ora dalla fine fissa il punteggio sul 23-29. Quarta vittoria su otto turni per i rinnovati Sharks che stan trovando uomini e schemi; settima sconfitta per i Blues, nonostante i singhiozzi in settimana di coach Pat Lam contro "gli attacchi razzisti" dai tifosi: evidentemente non sono serviti a far quadrato, in un team in cui ci si accusa tra compagni (un segnaccio, sempre).
A Perth i Waratahs paiono destinati a dominare la partita coi Force proni agli errori. Fino al 50' è infatti 3-15, col piede non precisissimo del mediano col passaporto scozzese Brendan McKibbin e le mete dell'ala 19enne Tom Kingston - un perfetto contrattacco da palla persa dei Force nella metà campo avversa - e al 41' del flanker David Dennis, su una "furba" perfettamente riuscita da rimessa laterale (dormiglioni i Force). Partita che sembra segnata insomma; invece i Force si ricompattano, probabilmente anche grazie alla resistenza che riescono ad opporre a cavallo dell'intervallo, in una situazione di inferiorità numerica e prolungata pressione negli ultimi metri da parte del team di Sidney. Così tornati in parità di forze, quelli di Perth marcano anch'essi due mete tra 50' e 60', con un classico guizzo da ruck del mediano Brett Sheehan, poi con l'estremo Alfi Mafi, liberato al volo dal centro Cummins dopo che la pressione aveva portato un giallo anche ai 'Tahs. Poco dopo l'ora di gioco la squadra di casa passa in vantaggio 18-17 con un piazzato di David Harvey.
A quel punto entrano in gioco disciplina ed esperienza: una volta che McKibbin viene sostituito dall'ex Cheetahs Sarel Pretorius e la responsabilità di piazzare passa all'apertura Berrick Barnes, questi realizza due piazzati, al 65' e 75', che chiudono la gara sul finale di 18-23.
A guardare la partita, dinamica e giocata per carità, non possono non venire in mete le parole dell'australiano ora coach del Giappone Eddie Jones: secondo lui l'introduzione della quinta franchigia l'anno scorso ha fatto del male al rugby australiano, ha "diluito" i talenti in più franchigie di quante ne può sostenere. I sudafricani che vorrebbero la sesta sono avvertiti, ma loro non si scompongono, loro non hanno il problema delle risorse umane e della concorrenza del rugby a XIII. Di fatto potrebbero fare una nazionale alternativa solo coi giocatori all'estero e una sfida di questa con la similare nazionale argentina, sarebbe molto aperta e interessante.
Le altre partite del turno, tutte domani, tutte molto interessanti per i più diversi motivi:
- Brumbies - Rebels
- Crusaders - Stormers
- Cheetahs - Chiefs
- Lions- Bulls
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