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Susanita

Creato il 14 ottobre 2012 da Wsf

SUSANITA

Valentina Fontanella, in arte Susanita, è una fotografa con  la vocazione del clown, come lei stessa ama definirsi. Surreale, onirica, giocosa, fotografa il mondo con  occhio “felliniano” e il sorriso mite e disincantato di Giulietta Masina in “La strada”.  In un condensato di fumetto tragicomico, romantico e un po’ retrò, Susanita spezza il reale con lampi di colore e sorprese metafisiche beandosi di quell’indefinito confine che il suo obiettivo traccia, sorridendo.

SUSANITA

fg. Vuoi raccontare chi è Susanita? E Valentina Fontanella?

s. In effetti sono due persone distinte, la differenza tra loro è lo scarto tra la vita e il racconto, credo. La vita è fatta di un sacco di momenti – la maggior parte ahimè – di noia, di fatica, di paura, di routine, momenti di cui sono succube come ciascuno. Susanita è una mia piccola trasposizione fantastica che racconta la vita, non cancella certi momenti, ma li esorcizza, li osserva attraverso un filtro che li rende comici e a loro modo interessanti. È nata in me prima ancora di fare fotografia, il nome è quello di un personaggio delle strisce di Quino: Susanita è l’amica di Mafalda, quella un po’ stupida e ignorante, dai valori piccolo borghesi, è l’antitesi di Mafalda. Secondo me un po’ di Susanita è presente in ciascuno di noi, riconoscerla e sorriderne è proprio la maniera di esorcizzare certe debolezze.

fg. Come e quando hai iniziato ad amare la fotografia?

s. Ho fatto un corso diversi anni fa con la Praktica di mio padre. Papà è stato un bravissimo fotografo amatoriale e da bambina mi faceva fare da assistente e mi permetteva di stare in camera oscura con lui e stupirmi della magia che in essa avveniva, ma a dire il vero la scelta di farne il mio linguaggio è stata graduale. Scrivevo. Ho aperto un blog cinque anni fa circa in cui ho cominciato ad associare una immagine a ciascuna cosa che scrivevo. Piano piano nel corso degli anni l’immagine è diventata sempre più importante fino a fagocitare e digerire il testo scritto di cui non è rimasta (quasi) più traccia.

SUSANITA

fg. Come ti senti quando impugni la tua macchina fotografica?

s. La fotografia mi dà un ruolo da interpretare nel mondo, mi insegna quale sia il mio personaggio, mi permette di indossare la maschera attraverso la quale riesco a sentirmi veramente me stessa. La vera me è quella che fotografo.

Ma c’è un aspetto meno poetico: mi sento troppo visibile. Sono una timida, preferirei mimetizzarmi, preferirei avere una macchinetta piccola piccola, invece ho una reflex piuttosto ingombrante e pesante, sono di costituzione piccolina e quando giro con lo zaino dell’attrezzatura assomiglio ad una tartaruga con il suo carapace. Una volta un ragazzo mi ha detto che sembravo un attentatore che andava a lavorare in metropolitana.

fg. Parlami di una tua giornata – tipo

s. Vivo a Roma, da poco tempo mi sono trasferita a vivere da sola dopo anni di convivenza con altre persone, ho fatto la scelta di adibire anche a studio il piccolo appartamento: sono 40 metri quadri di cui forse una ventina calpestabili, dipende da quanto sei alto, perché è una mansarda e il tetto ha una discreta e rapida pendenza, però è molto carino. La mattina mi alzo presto e fino all’una lavoro come grafica fotografa e creativa in una piccola società, nel pomeriggio invece sto in studio dove ricevo auspicabilmente amici e clienti e lavoro alle foto. Ho solo una radio, niente tv e niente internet. Per prendere una linea libera e spedire le email mi devo arrampicare sul tetto e le tegole scottano.

SUSANITA

fg. Cosa preferisci fotografare?

s. Faccio per lo più autoritratti. Questa risposta suonerà  un po’ in contrasto con quanto ho scritto prima: che sono timida e non mi piace apparire, ma in realtà non lo è: fotografarmi è ancora una volta un modo di esorcizzare certe insicurezze. Ho utilizzato la macchina fotografica rivolgendola verso me, superando il brivido di paura che provavo ogni volta che vedevo puntatomi contro un obiettivo: se ero io a scattare, in un atto di suicidio volontario, allora non faceva più paura. L’ho utilizzata come mia personale indagine psicologica, ho cercato (e cerco) di mostrare la mia originale bellezza agli altri, ho provato a descrivere chi fossi ogni volta che mi sentivo incompresa.

fg. Se dovessi dare una connotazione letteraria al tuo lavoro 
fotografico, quale opera saresti?

s. “Sono un clown, faccio raccolta di attimi” dice Hans Schnier in Opinioni di un clown di Heinrich Boll. Ecco, anche io sono un clown, ma con la macchina fotografica in mano.

Tutto ciò che leggo in realtà  mi influenza, così come mi influenza tanto il cinema. Ho appena finito di rileggere il Maestro e Margherita e mi rendo conto di cercare ultimamente nelle cose che fotografo quelle atmosfere contemporaneamente grottesche horror e ironiche della Mosca di Bulgakov.

SUSANITA

fg. Quante volte hai detto: “Smetto, vado a lavorare” ?

s. A dire il vero è successo il contrario: Ho detto “smetto, vado a fotografare”.

fg. Se una tua foto fosse un film, quale sarebbe?

s. Vorrei che in ogni mia foto si potesse sempre scorgere un racconto, vorrei che potesse sempre evocare atmosfere di un certo cinema poetico: Il Fellini de La Strada ad esempio, il meraviglioso Charlie Chaplin, ma anche Kusturica, Lo Specchio di Tarkovskij e un po’ anche Lynch magari (sempre in riferimento a quelle atmosfere oniriche alla Bulgakov), e mettiamoci anche Tim Burton, dai. Ma vi prego non dite mai che le mie foto sembrano quella stucchevole di Amelie, non mi è mai sembrato un complimento.

SUSANITA

fg. Quali sono gli elementi irrinunciabili di cui sono fatti i tuoi scatti?

s. Il racconto, la storia che si estende anche oltre il frammento fotografico. Almeno così mi piacerebbe.

fg.  Il colore della tua Arte? 

s. Rosso.

Grazie e benvenuta su WSF

Federica Galetto

SUSANITA

SUSANITA

Biografia:

ho la vocazione del clown e tendo a fare tutto per gioco.

ho in testa una bombetta nera fabbricata nella germania dell’est, sul naso una pallina di gomma rossa, in tasca un blocchetto con matita e al collo una macchina fotografica che quando scatta fa una pernacchia. con il suo aiuto posso fare la magia di rinchiudere una storia intera in un rettangolo di carta. giocando ho preso una laurea in lettere, un diploma di master in comunicazione e un tesserino di giornalista. il mio progetto è di seguire come reporter-clown le strade del mondo e raccontare le storie belle e brutte che incontro senza mai perdere la capacità di far sorridere.

Esposizioni:

Detenzioni, Collettiva a Palazzo Barolo Torino, 29 Settembre- 20 Ottobre 2012

Womanity – Scatti rosa sul mondo femminile, collettiva al Museo Archeologico di Teramo, marzo 2012

“Bambini e tsunami” collettiva di beneficenza per raccogliere fondi da destinare all’aiuto dei bambini orfani a causa dello tsunami, marzo 2012

“L’età del jazz” proiezione di fotografie per la serata dedicata a Zelda Fitzgerald presso il Lanificio 159, Roma, 16 febbraio 2012

“Susanita” Galleria Rilievi, Via della Reginella 1a, Roma, 4 – 23 novembre 2011

“Ali in Saldo”, Centro culturale Artipelago, Roma 15 -27 ottobre 2011

Collettiva “Sant’Agata tra sacro e profano” Presso Le Ciminiere, Catania, 1-16 ottobre 2011

“Ali in saldo” presso DODICI POSE ART LOUNGE GALLERY, settembre 2010

Collettiva presso il Circolo degli Artisti di Roma, settembre 2010

Collettiva di Lithography Soul al Med Photo Fest di Catania, ottobre 2010

“Magritte, il Maestro e Margherita” presso l’associazione Ex lavanderia di Roma nel marzo 2009

“Nina” presso la libreria Nina di Pietrasanta nel maggio 2008 e nel settembre 2009

“Guinea” presso il centro congressi della Conferenza Episcopale Italiana

in occasione della chiusura della Fondazione Giustizia e Solidarietà nell’ottobre 2008

Premi:

Primo premio” con la foto “il segreto di pulcinella” al concorso “Convivenza conviviali” dell’Opera don Calabria.

“Autore Segnalato” Associazione Nazionale Fotografi Professionisti TAU Visual 2010

“Miglior Autore” Concorso Fotografico Internazionale Fondazione Zoé

“Respirando (Breathing)” 2011

Il suo sito: http://www.susanita.it/index.htm


Filed under: Fotografia, narrativa, visioni visive Tagged: 2012, arte, Dinamiche, Federica Galetto, Fotografia, interviste, scritture, susanita, valentina fontanella, WSF

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