Magazine Cultura

Swordfishtrombones - Tom Waits

Creato il 17 dicembre 2010 da Wordsinsound
Swordfishtrombones - Tom Waits
Poeta decadente delle realtà dimenticate
; Tom Waits può essere molto pericoloso.
Ecco a voi l'esempio forse più adatto a farvi comprendere con chi state per aver a che fare: immaginate di aver costruito in tutti gli anni della vostra vita un villaggio, un rifugio sicuro popolato da pensieri ed immagini e che voi chiamate "la mia personale realtà".
Un giorno piovoso ecco arrivare una grande carovana dai colori sgargianti che si ferma tra le strade del paesino trascinando con sè una musica confusa e perversa. Le porte di legno scricchiolano e si spalancano ed ecco il cantautore di Pomona metter prepotentemente piede nel vostro mondo con la sua voce impregnata di alcool e dissoluzione. Gli abitanti accorrono come incantati dal pifferaio magico. Poco tempo dopo, nel villaggio, non rimarranno che bottiglie di whiskey vuote e fanciulle che si abbandonano alla notte con i loro amanti. Tutti a rincorrere quella maledetta carovana e quel maledetto uomo dalla voce pomposa ed arrogante. Diavolo...è Tom Waits.
Ed è nei fiumi di ebbrezza di questo romantico che sono custodite le poesie proibite della società, i racconti dei barboni e dei lavoratori dimenticati e le più struggenti storie d'amore raccontate dalla voce della notte, dei pub fumosi e dei bordelli di periferia.
Siate coraggiosi: fatevi una passeggiata nella parte della città che i vostri genitori hanno sempre odiato. "Signore e signori, a voi Swordfishtrombones."
1 - Underground
Una nenia sbilenca per raccontare di una piccola e buia miniera  pullulante di anime perse che vive sotto i piedi dei borghesi panciuti ed indifferenti. I suoi abitanti sono pericolosi, rimangono svegli anche quando il resto del mondo dorme in attesa di una voragine che inghiotta il moralismo e lo faccia sprofondare nel sottosuolo.
2 - Shore leave
Esperimento musicale etnico e psichedelico. Ritmi caraibici, marimba, accenni di banjo e chitarre elettriche riuniti in un nonsense "alla Tom Waits". Strambo.
3 - Dave The Butcher
L'Hammond ha un suo fascino indiscutibile e atemporale in qualunque contesto venga utilizzato. Frasi melodiche intrecciate in un tappeto di percussioni ossessive: reminiscenze psichedeliche sullo stile dei migliori Doors.
4 - Johnsburg, Illinois 
"There's a place on my arm where I've written her name next to mine". Romantico ed illusorio è l'amore per soli pianoforte e basso. Quest'uomo è maestro d'altri tempi che canta solitario accasciato sul bancone di un bar.
5 - 16 Shells From A 30.6
Se il rock n'roll è la musica del Diavolo, allora l'emissario perfetto non può che essere Tom Waits. Pugni diretti allo stomaco e budella infuocate dalla voce più segnata della storia del rock.
6 - Town With No Cheer
Una cornamusa ci indica le strade di una città abbandonata a sè stessa, ai suoi vizi, ai suoi abitanti fantasma. Per rievocare spettrali quadri del passato.
"There's nothing sadder than a town with no cheer".
7 - In The Neighborhood
Vorrei poter avere quest'accompagnamento ogni volta che scendo in strada. L'inno di Tom Waits dall'incedere marziale e pomposo che racconta della vita di una comunità sonnolenta che viene stravolta solo da funerali, negozi in fiamme e partenze per il fronte. L'orchestra attraversa il paese e se ne va lasciando dietro di sè la certezza di una mortale normalità.
8 - Just Another Sucker On The Wine
Strumentale che prende vita dall' harmonium di Tom Waits e la tromba di Joe Romano. Ha una sua malinconia intrinseca e deliziosa. Una suite notturna, da assaporare lentamente.
9 - Frank's Wild Years; 10 - Swordfishtrombone
Il crocevia dell'album. La storia di Frank che, oppresso dalla quotidianità e dall'illusione di un futuro migliore dà fuoco alla sua casa e rincorre la sua stessa autodistruzione. Uno dei temi cari a Tom Waits, nonchè una sue delle composizioni più riuscite. Un raccontaccio urbano portato avanti dalla voce teatrale del bluesman più cattivo delle ultime generazioni che finisce per fondersi con il brano successivo in un crescendo di sbuffi che vengono su dai tombini di periferia, in perfetto stile New York City. Non troverete mai i "buoni" tra i solchi di quest'album.
11 - Down Down Down
Robert Johnson, l'anima maledetta del blues si reincarna nel nostro burattinaio che, con originalità invidiabile, ripropone la storia "nera" più antica del mondo, la stessa che portò alla morte il padre della musica del Delta. Scendiamo a patti, uomo: "La tua anima per il blues."
12 - Soldier's Things
La scatola dei ricordi di un soldato che viene riaperta dopo anni riporta alla memoria del protagonista le ombre di un passato torbido e triste. La semplicità e l'essenza profonda fanno di questo brano il manifesto della poetica romantica di Waits: un piede nel passato noir ed un altro non si sa dove.
13 - Gin Soaked Boy
Fiumi di alcool e locali malfamati sono i sovrani indiscussi delle città e dei loro abitanti. Nessuno si salverà, neanche una giovane ed innocente anima.
14 - Trouble's Braids
Tribale, perverso, nevrotico, di breve durata. Tom Waits richiama le anime dannate per un ultimo, grande valzer di chiusura.
15 - Rainbirds
Ecco l'epilogo del mio racconto iniziale: immaginate adesso il paese a voi tanto caro spogliato di tutto. Chiudete gli occhi ed ascoltate la sua melodia; il viaggio nelle profondità metropolitane più buie seguito da una musica rassegnata e stanca. Il sonno dopo l'eccesso. Adesso vi rimane solo il silenzio ed un biglietto per tornare nella città maledetta ogni qual volta lo vorrete.
R.Clockheart

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog