Magazine Diario personale

Tag – I 5 Investigatori Preferiti

Da Bloody Ivy

TAGINVESTIGATORI_edited

La domanda è: CHI SONO I TUOI 5 INVESTIGATORI PREFERITI E PERCHE’?

da film, serie televisive, libri, fumetti, manga… 

REGOLE:

  • Cita il creatore del Tag e il blogger che ti ha nominato
  • Mantieni l’ immagine qui sopra all’inizio del post
  • Fai una classifica dei tuoi 5 investigatori preferiti e spiega in breve il perché
  • Nomina blogger q.b. (quanto basta, cioè scegli tu quanti) e avvisali

David Duchovny as Agent Fox Mulder. CR: FOX.
5) Al quinto posto FOX MULDER, l’agente FBI della Serie X-files.
Lo spettrale Mulder
, come lo chiamano i colleghi, mi piace perché cerca la verità con un presupposto che anche io condivido: il vero volto delle cose e persone che ci circondano non lo conosciamo per nulla, e non bisogna dare niente per scontato.
Il suo compito, spiegare i casi inspiegabili, gli  X-files, non è certo facile. Considerate le sue, indagini inutili dai più, Mulder resta convinto che a volte si chiami inutile ciò che non si comprende.

Cerca il fattore sconosciuto che può rendere possibile l’impossibile, quello ancora non colto dalla logica formale, andando al di là della verità intesa come opinione della massa, del senso comune o di fissi parametri scientifici. Per questo è aperto a domande sul paranormale, l’occulto, forme di vita non terrestri e non si fida di chi filtra e diffonde le informazioni, il Governo compreso.  La verità non è quella costituita una volta per sempre, ma è una ricerca continua, perché ci sono ben più cose in cielo e in terra di quelle che riusciamo ad immaginare e  THE TRUTH IS OUT THERE.
E poi per l’indimenticabile  musichetta

😉
    

“Non è più di moda rompere gli schemi? Il fattore sorpresa, l’agire a casaccio dell’inopinabilità? Se non impariamo ad anticipare l’imprevedibile, ad aspettarci l’inaspettato in un Universo di infinite possibilità, ci ritroveremo alla mercé di qualsiasi persona o cosa che non possa essere programmata, catalogata o facilmente codificata.”
Fox Mulder, X-files, Il film (1998)

nero wolfe - cucina
4) NERO WOLFE – mi piace per le sue qualità di esperto enogastronomico. Senza nulla togliere a quelle di detective, ovviamente.
In cucina segue, affianca, e spesso si scontra, magari a proposito degli ingredienti più adatti alla miglior riuscita di un piatto (dragoncello più un pizzico di zafferano oppure salvia?), con il suo cuoco, lo svizzero francofono Fritz Brenner.
Questi si vanta di possedere 289 libri di cucina, e li conserva come fossero tesori (e io, condividendo la passione per i ricettari, non posso che approvare; ho le ricette dell’antica Grecia, quelle dell’antica Roma, il ricettario di Ildegarda di Bingen, la cucina triestina negli anni della seconda guerra mondiale, e altri ancora)

Rex Stout, infatti, non si è limitato a scrivere i gialli con le indagini di Nero Wolfe ma li ha affiancati con il ricettario di tutte le pietanze preparate nei romanzi. Trovo la cosa mooooolto carina

:)

Rex Stout – Crimini e ricette – A tavola con Nero Wolfe – Le ricette originali del grande investigatore. I piatti preferiti del più raffinato gournet della letteratura poliziesca.

tenenteColombo
3) al terzo posto… Il TENENTE COLOMBO! – che mi piace perché io sono affetta dalla sua stessa dannata sindrome.

Finché non se ne viene a capo, finché non è tutto chiaro, logico, incontrovertibile, si continua a rimuginare. La mente è sempre in movimento, impossibile da fermare; magari mentre si stanno facendo altre cose, persino pensando ad altre cose, addirittura parlando di altre cose… eppure, si continua a cercare una soluzione, una spiegazione a quello che non ci ha convinto del tutto.
La verità si cerca sbrogliando ad uno ad uno tanti piccoli insignificanti indizi, cose che non quadrano e non si legano con il resto, nodi che inceppano il filo logico nella ricostruzione dell’accaduto, apparentemente ma solo apparentemente, dei nonsense. 
 Tante piccole verità che vanno valutate in modo che completino l’intero quadro della situazione, fino a terminare un puzzle con tutti i tasselli perfettamente incastrati.   

detective topolino
2) SHERLOCK HOLMES al secondo posto  – Risolve i casi grazie all’osservazione (al massimo aiutandosi con una lente d’ingrandimento) e il ragionamento.

Usa meccanismi cognitivi deduttivi complessi come fossero giochini banali e divertenti di logica. Fa attenzione ai minimi particolari, quelli che gli altri hanno trovato di interesse minimale e ne tiene conto nei suoi processi mentali che, grazie alla sua logica intuizionista, portano immancabilmente alla corretta soluzione, sempre diversa dall’ipotesi che a prima vista sembrava la più plausibile.

Print

Mi piace per la sua mente brillante. 

“No, no; non tiro mai a indovinare. E’ un’abitudine deplorevole – deleteria per la logica. Quello che appare strano a lei, le appare così unicamente perché lei non segue il filo dei miei pensieri o non osserva quei dettagli dai quali possono dipendere le più importanti deduzioni”.
Sherlock Holmes, Il segno dei quattro 

augustedupinmisteri
1) ad AUGUSTE DUPIN va il primo posto.  E’ una specie di misantropo,  un personaggio gotico, dallo stile di vita disordinato, a cui piace stare quasi relegato a casa sua,  e se esce a passeggiare per le strade di Parigi lo fa soltanto di notte. Ciò, per restare il più possibile separato dal resto dell’umanità.
E’ un osservatore delle espressioni dei volti e del linguaggio del corpo e in base a ciò fa le sue deduzioni. Fa attenzione all’apparenza, ma soltanto per cominciare a scavare e svelare quel che c’è dietro. 

Mi piace perché è la creazione di uno scrittore da me particolarmente apprezzato: Edgar Allan Poe.
Il suo investigatore è circondato da un’atmosfera gotica, si respira ignoto, angoscia inspiegabile, e la tensione cresce ad ogni pagina. 

Poe, ma questo è un parere personale, ha dato il meglio di se stesso con Auguste Dupin tanto da poter essere considerato il padre del racconto poliziesco. 

BLOG NOMINATI (questi giochini servono per dire a chi passa di qua “Ehi, lo conosci questo blog? Io penso che meriti seguirlo!”. Che nessuno si senta obbligato a giocare a questo tag) 

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