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Tecnica di porcellum

Creato il 12 gennaio 2012 da Albertocapece

Tecnica di porcellumCi saranno ragione tecniche, ce ne sono sempre quando si tratta di escludere i cittadini dalla cosa pubblica e magari fare manovre che li escludano dalle conquiste di tanti anni. Certo a una persona normale, che ragiona in termini di politica, c’erano diecimila ragioni tecniche per dare il via a un referendum contro una legge che ha causato disastri enormi, ha riempito il parlamento di servi e affaristi, ha castrato i partiti rendendoli espressione di un milieu politicante grottescamente aggrappato al potere.

E tuttavia la Consulta si è consultata e dopo non so quante ore di camera di cattivo consiglio ha deciso che i referendum destinati ad eliminare una legge elettorale pensata per il mercato delle vacche e persino in odore di incostituzionalità, non sono ammissibili. Così persino la pressione sulla politica per arrivare ad una nuova legge elettorale decente e non studiata per la conservazione delle mummie, viene seccata alla fonte. Per ragioni tecniche gli italiani sono costretti a subire una normativa il cui stesso ideatore ha battezzato come una porcata. Dunque immagino che sia di grande valore per l’establishment italiano che vi trova innumerevoli vantaggi e un aroma familiare.

Non credo, come pensa di Pietro che dopo questo ci sia l’olio di di ricino: un regime di fatto c’è da parecchi anni ed è ormai evidente che Berlusconi ne è stato il pronubo e il primo caudillo, ma che l’oligarchia italiana ha tutte le risorse per fare l’update del programma quando questo comincia ad invecchiare. Ci sono sempre ragioni tecniche per farlo, anche se in questo caso mi pare che si sia scaricato un software piratato con annesso crack per renderlo legale.

Naturalmente quando la tecnica si sostituisce alla politica e alla razionalità, diventa l’alibi per un continuo stato di eccezione dal cui seno può nascere qualsiasi cosa e soprattutto nasce, per paradosso, la continuità del potere reale contrapposta di fatto a quello dotato di una sua coerente legittimità. Si è invece persa di vista qualsiasi grundnorm, quel qualcosa di fondamentale che una società e l’insieme dell’ordinamento giuridico deve avere. Essa può risiedere nelle parole della Costituzione, ma anche nel suo spirito, nell’essenza stessa della democrazia che non può mai essere troppo insensibile al pronunciamento popolare anche quando non sia tecnico, né al pronuciamento della base elettorale. Ma oggi  l’unica grundnorm rimasta pare avere 87 anni ed i commi piuttosto confusi.

Ci saranno ragioni tecniche per escludere i referendum, così come ce ne saranno per la “liberazione” di Cosentino. Ma è chiaro che la casa cade a pezzi e che i rattoppi tecnici sono anche peggio dei guai. La casa della democrazia va salvata dalla ridda di interventi senza capo né coda. O che se li hanno sono capi con le corna e  code con i riccioli di un porcellum.


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