Ma quale re del cielo, ho freddo e fame, sono coricato sul pagliericcio che mi scortica la pelle della schiena e ho appena avuto una piccola scarica intestinale. Ma la puzza è comunque più sopportabile di quella del mulo, del bove e dei “pastorelli”. Cacca santa, così l'ha chiamata mamma. Dio la benedica, ma stavolta per davvero. Ma quale stella cadente, qui siamo dentro una stalla cadente. Cade tutto a pezzi, una trave di legno minaccia di fracassarci tutti da un momento all'altro, e la neve che scende come una tormenta sembra volerla aiutare nel suo nefasto intento. Non si vede un piffero del cielo, tutto coperto da nuvole scure, quindi, anche ci fosse una cometa, sarebbe invisibile. E voi lì impalati, sapendo tra l'altro che tra pochi mesi finirò male, tre volte inchiodato al legno. A natale voi scrivete la vostra letterina, bravi, chiedendo tanti regali e tanta bontà. Io, che qui sarei il festeggiato, sono costretto a scrivere direttamente il mio testamento, dal momento che sappiamo tutti come finirà questa storia. Mi chiamo Gesù, ho due ore di vita, e tutto il nulla che posseggo io lo lascio a voi, alle vostre ipocrisie. Per i prossimi duemila anni. Divertitevi. Riccardo Dal Ferro
Ma quale re del cielo, ho freddo e fame, sono coricato sul pagliericcio che mi scortica la pelle della schiena e ho appena avuto una piccola scarica intestinale. Ma la puzza è comunque più sopportabile di quella del mulo, del bove e dei “pastorelli”. Cacca santa, così l'ha chiamata mamma. Dio la benedica, ma stavolta per davvero. Ma quale stella cadente, qui siamo dentro una stalla cadente. Cade tutto a pezzi, una trave di legno minaccia di fracassarci tutti da un momento all'altro, e la neve che scende come una tormenta sembra volerla aiutare nel suo nefasto intento. Non si vede un piffero del cielo, tutto coperto da nuvole scure, quindi, anche ci fosse una cometa, sarebbe invisibile. E voi lì impalati, sapendo tra l'altro che tra pochi mesi finirò male, tre volte inchiodato al legno. A natale voi scrivete la vostra letterina, bravi, chiedendo tanti regali e tanta bontà. Io, che qui sarei il festeggiato, sono costretto a scrivere direttamente il mio testamento, dal momento che sappiamo tutti come finirà questa storia. Mi chiamo Gesù, ho due ore di vita, e tutto il nulla che posseggo io lo lascio a voi, alle vostre ipocrisie. Per i prossimi duemila anni. Divertitevi. Riccardo Dal Ferro