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Tema: Posso offrirti un caffè?

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SvolgimentoTema: Posso offrirti un caffè?«Stanotte ho visto le bambole di porcellana galleggiare ancora sull'acqua del Canal Grande. Le gonne rigonfie e gli occhi mobili muoversi a seconda delle onde: gli amici festosi correre per la terrazza a commentarne le evoluzioni, a puntare su questa o quella per l'arrivo a Rialto. L'acqua era lo specchio delle nostre vanità, delle nostre interminabili serate di chiacchiere sul rosso di Caravaggio o l'azzurro del Reni. Sui capelli di quel ragazzo al mercato del pesce o le scarpe nuove e lucide della giornalaia al Ghetto: Grazia, la piccola e crudele zitella sempre pronta ad inventare dicerie sulle clienti maritate. La stessa che riusciva ad annunciare la morte di qualcuno di noi prima ancora della telefonata nervosa a pranzo: bronchite, febbre, infarto. Qualunque sentenza era sempre meglio della vergognosa verità. Pochi anni e la terrazza si svuotò. Le bambole un aneddoto a rare cene in compagnia. Ora percorro strade senz'acqua al fianco, senza battelli su cui dondolarmi indifferente. Devo stare attento ai semafori: un rosso senza alcun fascino. Il tram mi porta da casa al medico, al bar, vicino all'ufficio dell'edilizia popolare per l'affitto concordato. Non da me. Chi se ne frega. Da una assistente sociale incapace di abbinare le scarpe ai discorsi sempre così vuoti. Non dipingo più. Non per scelta, certo. Mi pesa il pennello in mano e tutta la volgarità che non riesco più a diluire in acqua. A proposito caro, ci vuoi lo zucchero o no?»GM

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