Magazine Diario personale

Terra

Da Spiaggepiubelle

A Modena è ricominciata questa mattina alle nove, una scossa molto forte. Quando ti manca la terra sotto ai piedi hai davvero una strana sensazione, di meraviglia subito che cede il posto quasi immediatamente al terrore. Quando è cominciata ero seduta, avevo quasi finito di scrivere un post allegro su Julio Iglesias, era un momento sereno per me. Ma poi ho sentito la scossa, mi sono alzata e tenendomi aggrappata al tavolo (cammino ancora con l’aiuto delle stampelle) mi sono diretta verso l’angolo della casa, quello esterno che ha entrambi i muri portanti. E mentre ero ferma lì il mio cuore sembrava stesse per uscirmi dal petto e mi dicevo di stare calma che tutto sarebbe finito subito ..ed invece non smetteva, continuava, continuava e sentivo i bicchieri tintinnare, e guardavo i cd sulla colonnina accanto a me, sembrava volessero venir giù, e più cercavo di stare calma più ero terrorizzata. Poi ad un certo punto finalmente ha smesso. E mentre il lampadario continuava ad oscillare paurosamente io tremavo dentro e la testa mi girava. E queste sensazioni non se ne vanno ancora.. A tratti mi sembrava di sentire altre scosse, ma il lampadario ormai fermo mi diceva di no, che era solo una sensazione. Poi verso ora di pranzo, intorno alle 12.30- 13 credo, di nuovo, un’altra scossa parecchio forte, e lunga anche questa volta, e non ero da sola, c’era C. che mi ha detto con calma: ‘Dai andiamo fuori, piano piano, non ti preoccupare, è solo per precauzione, restiamo un po’ in giardino, guarda c’è il sole, dai vieni..’ E così ho fatto le scale piano piano e sono rimasta lì fino a pochi minuti fa.

Vero, in cielo non c’è una nuvola, mi sono un po’ calmata a stare sdraiata lì sul lettino di plastica bianco, di quelli da prendere il sole. In un altro momento avrei anche messo volentieri il costume e ne avrei approfittato. Poi ho cominciato a leggere un nuovo libro, ci sono sprofondata dentro, ma ogni tanto sentivo tremare il lettino. Non so se per davvero o era il mio tremore interno.

Alla fine ho deciso di tornare su, avevo bisogno di scrivere, di sfogarmi. Una vera necessità.

Ecco, tutto qui.

Non sarebbe nemmeno il caso di essere così agitata.

Ma so che ci sono delle vittime, dei feriti, molti danni. Non ho ancora il coraggio di guardare le notizie nel web, ho solo un gran magone e mi vengono anche su le lacrime che ricaccio indietro pensando che sono grande, che non è il caso di piagnucolare, che devo farmi coraggio..

Però ora non riesco a smettere di pensare a cosa stanno provando le persone che si trovano nei pressi dell’epicentro. E mi viene solo da piangere..

 

G.



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