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Terremoto e corruzione: binomio reale

Creato il 23 gennaio 2011 da Alessandro @AleTrasforini
Può il numero di morti di un terremoto essere ricollegabile all'indice di corruzione dello Stato dove si manifesta? La risposta, apparentemente scontata, risulta invece sorprendente: i terremoti farebbero più vittime nei Paesi con maggior indice di corruzione.
E' l'esito al quale è giunto un dossier socio-scientifico pubblicato su Nature, dal titolo significativo de "La corruzione uccide."
L'articolo è stato firmato e redatto ad opera dell'inglese Nicholas Ambraseys (Dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale dell'Imperial College di Londra) e dell'americano Roger Bilham (geologo in forza all'University of Colorado, a Boulder).
Le risposte pervenute volevano, originariamente, rispondere ad una semplicissima domanda: come mai lo scorso anno due terremoti della medesima intensità (7 di magnitudo Richter) in Haiti e Nuova Zelanda hanno avuto effetti così diversi l'uno dall'altro?
Infatti, stando al numero di decessi riscontrati, nell'isola caraibica si contarono oltre 230mila morti contro le zero vittime riscontrate nell'arcipelago australe. Alla radice di questi dati è emersa un'altra connessione tra scienza e tematiche sociali, questa volta più che mai pericolosa.
Eccezion fatta per le differenti densità demografiche, il motivo risiede nei crolli riscontrati, disastrosi, di case ed edifici: in Nuova Zelanda, pochi crolli significativi; ad Haiti, invece, tutto venne giù come sabbia asciutta al sole.
Secondo i firmatari dell'articolo, il problema non risiede esclusivamente nell'indice di ricchezza dei paesi in esame: in altri Stati piuttosto ricchi, infatti, si sono riscontrati terremoti anche inferiori che hanno fatto un numero impressionante di vittime. Non è una novità, infatti, sapere che edifici dotati sulla carta delle più avanzate tecnologie antisismiche sono comunque caduti giù come neve al sole.
Il legame tra cattiva costruzione e numero di decessi riscontrati è stato dagli autori dell'articolo scientificamente provato: secondo le statistiche maturate, infatti, l'83% dei decessi per un terremoto sono avvenuti in Paesi ad alto indice di corruzione.
Da questo punto è possibile spiegare moltissime cose: edifici mal costruiti per pratiche edificatrici sbagliate (costruttori infedeli o controllori corrotti? nds), materiali non strutturalmente predisposti per sopportare eccessive sollecitazioni dall'esterno. Predisponendo una funzione matematica di mappatura del pianeta basandosi su variabili quali ricchezza relativa, numero di morti per terremoti ed indice di corruzione, Stati come la Nuova Zelanda si sono classificati ai primi posti mentre altri come Haiti in fondo alla speciale classifica.
Tutti questi dati sono stati ottemperati all'arco temporale compreso tra il 1995 ed il 2010 da poco terminato: secondo tale report ben l'82,6% dei decessi era stato riscontrato in Stati affetti da indice di corruzione anomalo.
Risulta così dimostrato, purtroppo, che la corruzione uccide più della povertà; se la matematica non è un'opinione, le tecnologie antisismiche messe a disposizione all'umanità dall'ingegneria contano ben poco di fronte a questi drammi.
Immediato pensare all'Italia e, purtroppo, ai morti della tragedia abruzzese e delle altrettante, tristi, già avvenute.
 TERREMOTO E CORRUZIONE: BINOMIO REALE

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