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TESTIERA, BARRIO; Propone; Arte: AMARCORD

Creato il 28 novembre 2012 da Chinalski

Testièra
Derivato di testa, sul modello dell’antico francese têtière.
Sostantivo femminile.
1. La parte delle briglie che regge il portamorso passando sopra la testa del cavallo.
L’ornamento simile a una fascia posto sulla fronte dei bovini.
2. La parte del letto o del sedile che sta dietro alla testa; testata.
Parte alta della spalliera di poltrona o sedile, sagomata per appoggiarvi la testa.
3. Manichino a forma di testa in legno, cartapesta, gesso o plastica, con parte del busto, usato da parrucchieri e modiste per disporvi parrucche o cappelli.
4. (marina) Il lembo superiore della vela quadra legato al pennone.
5. Antica macchina da guerra simile all’ariete.
6. Nel medioevo e nel rinascimento, armatura frontale del cavallo che, integrata dal collo, ne proteggeva la testa.
7. Nel secolo XIV, ornamento femminile in forma di diadema.

Una (parola) giapponese a Roma

Barrio ['barrio]
Voce spagnola.
Sostantivo maschile [plurale barrios].
Quartiere, rione popolare, specialmente con riferimento alle grandi metropoli dell’America latina.

La Parolata propone

Sé stesso. Come era lecito attendersi, i lettori della Parolata si sono lanciati nella ricerca di frasi che contenessero un "se stesso" o simili dove il "se" fosse la congiunzione e non il pronome. Se riuscissero a trovarla cadrebbe la supposta impossibilità di confondere congiunzione e pronome anche senza che il secondo abbia l’accento.

Il primo a inviare una mail alla redazione è stato Rambloi (pronuncia rambluá).

"Julienne non era mai sicura non solo di sapere come si sentisse ma persino neppure di sapere come fosse: se stessa in sé stessa e diversa altrove – in famiglia, con gli amici o con il suo compagno – oppure sempre o quasi somigliantesi, ovunque e con chiunque fosse."

Poiché il vostro curatore ha avuto qualche problema con la decodifica della frase, Rambloi lo ha facilitato eliminando i sottintesi, la frase diventa quindi la seguente.

"Julienne non era mai sicura non solo di sapere come si sentisse ma persino neppure di sapere come [lei] fosse: se [lei fosse la] stessa in sé stessa e diversa altrove – [e cioé] in famiglia, con gli amici o con il suo compagno – oppure [se lei fosse] sempre o quasi somigliantesi [ovviamente, 'somigliante a sé stessa'], ovunque e con chiunque fosse."

Parole d’arte

Amarcòrd
Voce romagnola, propriamente ‘io mi ricordo’, dal titolo dell’omonimo film del 1973 di Federico Fellini.
Sostantivo maschile.
Ricordo, rievocazione nostalgica di fatti, luoghi, persone appartenenti al passato: quando ci siamo rivisti abbiamo fatto un lungo amarcord.

Marco Marcon, il nostro esperto in etimologie, si è assunto il compito di trovare per noi tutte le parole d’arte del mondo. A proposito, "Parole d’arte" deve essere inteso come "Parole da arte".



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