Nel corso della seconda stagione di “The Bridge”, l’obiettivo di Marco Ruiz era vendicare la morte del figlio. Nell’ultima puntata ne ha avuto l’occasione, ma l’ha colta?
[Atte
nzione agli SPOILER!] Grazie all’aiuto di Fausto Galvan e di una guardia carceraria corrotta, il poliziotto si trova faccia a faccia con David Tate in prigione, egli è sdraiato immobile in un letto con una benda su un occhio, ma proprio nel momento topico, Marco non uccide l’uomo. “Non ancora in ogni caso” gli dice ficcandoli il pollice nella cavità oculare. Ma Ruiz non è effettivamente in grado di uccidere un uomo indifeso oppure ha altro in serbo per Tate?
“[La scena] dice tutto sulla sua natura” ammette Demian Bichir. “Marco è una brava persona, un buon essere umano ed anche se ha quell’impegno di onorare la morte del figlio, se bene che attraversando quel confine poi diventerà esattamente come l’altra persona, sarà un tipo arrabbiato come David Tate”.
Ma anche per quanto tempo ancora comprometterà il caso su cui sta lavorando per le sue questioni personali? “Questa è la parte interessante del viaggio che Marco sta facendo” dice l’attore. “Penso rendersi conto di non dover spendere troppe energia con i nemici piccoli, pur restando un problema che quel tizio ha ucciso suo figlio. Ma c’è un compito più grande, l’attesa per lui di un po’ d’azione e ciò lo porterà a riconsiderare tutto. Ha cercato di prendere Fausto in un modo o nell’altro ma non può permettersi di perdere altro tempo. Così, riterrà di non dover fare cose sbagliate dal lato personale, ma c’è un grande compito per cui serve lui”.
Tra lui e l’uomo d’affari messicano Sebastian Cerisola (Bruno Bichir, fratello nella vita reale di Demian) consapevole degli altri legami con Fausto, è probabilmente solo una questione di tempo prima che Sonya scopra anche lei quel legame.
“Marco è costantemente in lotta tra questi due mondo. Per tutto il tempo si trova tra il cielo e l’inferno per cercare di fare la cosa giusta, prova a far funzionare le cose… Lui è letteralmente in transito da un luogo all’altro, attraversa il confine praticamente ogni giorno e vede sia il meglio che il peggio di quei due mondi. Credo che non si sia mai reso conto di quanto umano possa essere fino a quando non si è trovato faccia a faccia con David Tate” spiega Bichir. [TV Guide]
