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The giver - Il mondo di Jonas

Creato il 23 settembre 2014 da Misterjamesford
The giver - Il mondo di JonasRegia: Philiph NoyceOrigine: USA
Anno:
2014
Durata:
97'
La trama (con parole mie): in un futuro controllato minuziosamente da un gruppo di anziani in cui tutto è in bianco e nero e le emozioni uniformate almeno quanto le distinzioni e le passioni, Jonas riceve l'incarico, con l'arrivo della sua maggiore età, di divenire il custode dei ricordi dell'epoca passata, il testimone dell'efficacia della realtà in cui è cresciuto.Quando, però, l'addestramento del ragazzo con il vecchio custode diventato donatore inizia, per Jonas si aprirà un mondo traboccante colore e sentimento che lo indurrà a ribellarsi passo dopo passo al sistema, lottando affinchè il meccanismo che regola la precisione schematica della società venga scardinato e tutte le imperfezioni ritrovino la loro identità.Riuscirà il poco più che adolescente nuovo custode dei ricordi a sovvertire la sua realtà?
O sarà il Sistema ad avere la meglio?
The giver - Il mondo di Jonas
La questione del futuro distopico è da decenni uno dei principali spunti non soltanto per quanto riguarda la fantascienza, ma anche per l'analisi sociale del mondo in cui viviamo attualmente: dai più grandi autori del genere fino ai blockbuster più commerciali immaginabili, il mondo del Cinema si confronta in continuazione con questo filone, probabilmente conscio delle potenzialità che esprime e delle riflessioni che è in grado di far nascere nel pubblico.Onestamente, mi aspettavo davvero poco da questo The giver, considerata l'aura un pò teen che lo circondava, ed altrettanto onestamente ammetto di aver approcciato il lavoro di Noyce semplicemente per la curiosità di Julez e perchè, dovendo tenere aggiornato il blog rispetto alle ultime novità, poteva starci: e devo ammettere che, nel corso della prima parte, nonostante tutto sapesse di già sentito - dall'utilizzo del bianco e nero e del colore fino all'idea dell'organismo di controllo e del mondo perfetto che perfetto non è -, Meryl Streep e la protagonista femminile Odeya Rush fossero pressochè inguardabili e la realizzazione certamente lontana dalla perfezione - soprattutto il montaggio -, ho finito per ritrovarmi addirittura stupito in positivo dalla costruzione di una vicenda assolutamente senza pretese rispetto al risultato complessivo ma comunque a suo modo sopportabile.Peccato che, neppure il tempo di gustarsi un pò di sana retorica da "siamo tutti imperfetti, ma il mondo ha comunque sempre una speranza" e chi più ne ha, più ne metta - cosa, del resto, a proposito della quale potrei concordare anche io, in linee molto generali - elargita dal sempre mitico e sempre fordiano ex lebowski Jeff Bridges, ed ecco materializzarsi di colpo davanti agli occhi degli occupanti del Saloon un crescendo finale terribile, ancora più banale di quanto le premesse potessero presagire, privo di qualsiasi tensione e soprattutto di logica neppure si trattasse dell'ultimo dei prodotti horror che di norma fungono da carne da macello per le uscite in sala estive.La progressiva presa di coscienza di Jonas e la sua escalation di rivolta contro il Sistema e chi lo coordina divengono una sorta di barzelletta in grado di demolire, peraltro grazie a piccoli dettagli, tutto il poco di buono costruito in precedenza senza possibilità di appello, dall'utilizzo scellerato del neonato Gabriel - che riesce, nell'ordine, durante la sua fuga accanto al protagonista, a resistere ad una corsa a perdifiato in moto con tanto di salto stile Expendables, a giorni e giorni di viaggio senza mangiare, bere o avere il culo pulito, ad una sorta di base jump in un fiume, ad una discesa in slitta con tanto di caduta nella neve prima di giungere a destinazione - all'assurdità del cambio repentino delle attitudini di tutti gli abitanti della società perfetta ed alla sua stessa gestione - un mondo totalmente soggiogato e controllato in cui tutto è ripreso nessuno effettua controlli in tempo reale?
Le medicine e le iniezioni che inibiscono le emozioni di colpo, nel momento in cui il protagonista prende la decisione di ribellarsi, cominciano miracolosamente a non fare più lo stesso effetto, almeno sugli amici più stretti del buon Jonas -, fino al classico finale hollywoodiano che suona di presa per il culo enorme alla razionalità ed al buon senso, oltre che alla questione sentimentale sfruttata nel modo peggiore.Ora, non ho letto il romanzo e non conosco, nel dettaglio, gli eventuali cambiamenti e rimaneggiamenti operati dagli sceneggiatori, ma senza dubbio una robetta come questa - soprattutto nella seconda parte - potrebbe funzionare giusto come anestetico pomeridiano per ragazzini non troppo concentrati desiderosi giusto di poter raccontare agli amici di aver visto l'ultimo film di moda del momento - schifezzuole come Colpa delle stelle permettendo, ovviamente -.Peccato, perchè premesse di questo tipo, per quanto già sentite, hanno sempre la possibilità di regalare qualche emozione "a colori".Mentre qui siamo nel bianco e nero più profondo.E neppure dei migliori.
MrFord
"Now a shadow scream my name
and in the daylight I could swear
we’re the same
but I’m just an ordinary human
(ordinary ways)
I’m just an ordinary human."One Republic - "Ordinary human" -

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