The Hobbit: La Desolazione di Smaug (recensione)

Creato il 23 aprile 2014 da Bangorn @MarcoBangoSiena

Ho rimandato all’infinito la visione di questo film, e l’ho fatto per un motivo molto semplice: dopo la visione del primo capitolo, la voglia era a meno zero.
Quindi ho evitato di andare al cinema, e l’idea non mi è passata nemmeno un secondo per la testa. Poi, ieri entro in videoteca (sì, io ci vado ancora) e vedo che di due copie una è disponibile. Lo piglio, tanto per vedere se Jackson è riuscito a fare peggio dell’altra volta.

Locandina

Quando si deve parlare di un film che ha uno stuolo incredibile di fanboyz e fangirlz pronti a difendere a spada tratta qualsiasi loro idolo, bisogna premettere una serie di cose, onde evitare che vogliano dirti loro come la pensi tu. Avete presente le solite menate del tipo “Ah, ma non puoi pretendere che il film sia uguale al libro” o ancora, “Ah, ma quella cosa c’è anche nel libro”, riuscendo pure a contraddirsi in pochi minuti.
Facciamo ‘sta piccola premessa, va’…

  • Ho visto, come la scorsa volta, il film come spettatore del film
  • Ho giudicato il film
  • Ho letto il libro varie volte, la prima 25 anni fa
  • Ho letto Hobbit, Silmarillion, Signore degli Anelli e qualcuno di quelli assemblati per non perdere materiale a rischio, scritto su taccuini e foglietti sparsi per lo studio di Tolkien
  • La trilogia di Jackson del Signore degli Anelli, Arwen a parte, è per me quasi perfetta, tanto che ho le versioni sia DVD che Blu Ray.
  • Non me ne frega nulla delle differenze libro/film, e viceversa non me ne frega nulla di ciò che uguale
  • NON, e mi ripeto, non voglio paragonare libro e film (se a questo punto non fosse ancora chiaro

Tau… Tan… Arwen, insomma

Il film centrale di una trilogia ha sempre l’arduo compito di collegare il primo capitolo con quello conclusivo, senza però essere un mero ponte, cercando di avere una propria personalità. Non è un compito facile, ma se prendiamo a esempio L’Impero Colpisce Ancora della trilogia di Star Wars, abbiamo un ottimo film che riesce nel suo intento, arrivando addirittura a giocarsela come miglior film con il primo episodio.

Ma in questo caso, abbiamo un film vuoto, noioso, troppo noioso, e uso questo termine perché sono gentile. Se già Un Viaggio Inaspettato era banale e lento, con scene d’azione degne di un videogame che rompevano la monotonia di una sceneggiatura pessima, qui è peggio, molto peggio.

Sono tra di noi, gravi come incubi
hanno invaso ormai tutta la città…

I dialoghi che Jackson ci aveva presentato nella trilogia di LotR, erano epici, risuonanti della prosa di Tolkien stesso. Le scene di battaglia erano create insieme a maestri d’armi, e si vedeva.
Per non parlare dei magnifici paesaggi della Nuova Zelanda, che qui lasciano al posto al green screen per quasi tutto il film.

Ambientazioni fatte in studio che sanno di finto, con poche comparse, che lasciano il vuoto nello spettatore che non riesce a sognare per un attimo che certi luoghi esistano e siano abitati.
Prendiamo a esempio Bosco Atro, dove re Scialpi ha 4 guardie in croce, suo figlio Legolas (Ehi, c’è Legolas), una donna elfo creata da Jackson (Ehi, ma quella è la tizia di Lost!) e poco altro. Zero magia.
Tra l’altro qui assistiamo alla penosa scenetta d’amore tra un nano (boh, chi si ricorda come si chiama) e ‘sta tizia. Non si sono mai visti ma scocca la scintilla, tanto che lei va a conversare con il prigioniero scambiandosi confidenze e battutine. Quella della perquisizione è triste, davvero triste, roba da American Pie.

Il buon Martin, un attore sprecato in questo film

Ma tante cose ci sarebbero da dire, partendo dai continui rimandi/riciclaggi dalla trilogia precedente, come le foglie Athelas usate per curare una ferita da una freccia Morgul (WTF?) o dalle telefonate di Gandalf a Galadriel (Ehi, c’è Galadriel!), fino a Bilbo che come Frodo vede la porta segreta e la indica ai nani (non mi interessa se sia presente o meno nel libro, è girata alla stessa maniera).

Questo film, come il precedente, è un continuo ammiccare alla trilogia, aggiungendo personaggi inutili o resi male (Radagast, ancora?). Parlando poi degli stregoni, perché solo Saruman e Radagast vengono convocati da Gandalf? Dove sono Alatar e Pallando? No, visto che ne scomodi uno oltre a Saruman, perché non scomodarli tutti?

Magari!

Comunque sia, questo film è riuscito a essere più deludente del capitolo precedente, facendo rimpiangere film come Eragon. Proprio a questa pellicola pensavo mentre guardavo questa operazione commerciale, anche se almeno Eragon aveva la decenza di non farci vedere personaggi che rimbalzavano come palline di gomma o cadevano da altezze vertiginose. Vizio che Jackson sembra aver preso.
Non aspetto con ansia il terzo, per niente.


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