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The karate kid, La leggenda continua - Harald Zwart (2010)

Creato il 21 dicembre 2011 da Lakehurst
(The karate kid)
Visto in DVD. The karate kid, La leggenda continua -  Harald Zwart (2010)Karate kid… la prima cosa che mi viene in mente è: c’era davvero bisogno di rifarlo?! No dico, posto che Jackie Chan è una scelta buonissima per sopperire all’insostituibile Maestro Miyagi originale; ma tolto lui, che bisogno c’era di rifarlo? Che attualità ha? Non mi pare ci sia una recrudescenza dei film di arti marziali e non mi pare che ci sia una nuova moda in quel genere di sport… Mah.
Comunque l’ho visto ad ora tarda mentre ero cotto duro, dunque non so se sono totalmente attendibile.
Beh il film parla del figlio di Will Smith che con la madre ha la pensata di trasferirsi in Cina pur non parlando (nessuno dei due) una parola di cinese. Per carità, il ragazzetto punta subito gli occhi su una ragazza locale, ma dei bulli prepuberi cinesi che ne sanno a pacchi di arti marziali gli fanno il culo. Lui decide di imparare l’arte di tirare grattoni e intenerisce il vecchio saggio Jackie Chan, si iscrive in un torneo, smazza tutti e diventa l’afroamericano di 11 anni più famoso di tutto il suo condominio.
Questo film è un crimine per tanti motivi. Non c’è la manovra magica per curare ogni cosa del Maestro Miyagi, invece c’è un po di magia new age. Poi il ragazzetto è un coglioncello preadolescente qualunque, se io fossi il detentore di una conoscenza millenaria utile a risolvere i problemi di integrazione certamente non lo insegnerei a lui! Poi se poteva sembrare credibile che il metti la cera togli la cera potesse portare alle pacche in maniera diretta (in fondo Pat Morita diceva quale movimento doveva fare), mi pare proprio una vaccata il togli il giacchetto metti il giacchetto che trasforma un ragazzetto digiuno di lotta in Bruce Lee incazzoso. Poi la Cina rappresentata è lucida, pulita e perfettamente a modo sotto ogni punto di vista, li il problema dell’integrazione (che c’era pure nell’altro) non è perché l’ambiente è ostile, ma solo per mancanza di comunicazione (dato l’alfabeto con cui erano scritti i produttori presumo che questo film sia stato solo un grosso spot post olimpiadi). Il colpo finale è una cazzata ben peggiore di quello originale. Jackie Chan si convince ad insegnargli le arti oscure quasi esclusivamente perché il bambino litiga con la madre perché è disordinato. Ah già, non c’è un briciolo di karate in questo karate kid, visto che siamo in Cina e quello che viene insegnato è kung fu…
Ma ciò che, forse, è peggio non ha proprio senso; non regge. Se nel film originale il ragazzo era un adolescente fatto e finito che quindi aveva reali problemi nel reclutare belle figliole o di adattamento a dei bulli che facevano male per davvero; qui è solo un bambino che impiega un poco ad integrarsi; proprio non ci sta… e poi vedere i bimbetti che tirano gomitate per spaccare gli sterni fa tanta tenerezza…
Detto ciò, il film è ridicolo, ma godibile e, specie se non si conosce l’originale (o si è cotti duro), lo si può guardare senza problemi.

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