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The Walking Dead – stagione 3 (ep. 1)

Creato il 17 ottobre 2012 da Elgraeco @HellGraeco

Permettemi di iniziare in maniera informale:

buahahahahahahahahha XD

The Walking Dead – stagione 3 (ep. 1)

[Credo che ci saranno anticipazioni]

Ok, mi sono sfogato. Ci siamo, The Walking Dead è tornato sui teleschermi di tutto il mondo con una pesante eredità, quella di essere la prima soap-opera con zombie della storia dell’intrattenimento. Perché, ricordiamo, non è importante che ci siano gli zombie, in questo telefilm, ma importantissime sono le soavi chiacchiere di esseri umani come noi, che cinguettano beati e si permettono esaurimenti nervosi non perché fuori c’è la fine del mondo, ma perché Andrea non si occupa del bucato, come tutte le altre donne, e perché sta sul tetto del furgone a sparare a Daryl a prendere il sole. Ricordiamocelo bene.
Ricordiamoci del moralista veterinario Hershel, che dalla sera alla mattina, avendo sbloccato lo shotgun con munizioni infinite in un livello segreto del gioco, ci regala questa sequenza impareggiabile:

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(a 00:49 lo vedete addirittura sparare e ricaricare allo stesso tempo. Incredibile!)
Ricordiamoci di Sceim/Rezzonico (“potevo rimanere offeso!”). Unico personaggio degno di interesse delle prime due stagioni, fatto morire come un fesso per la gioia del moralismo d’accatto televisivo.

The Walking Dead – stagione 3 (ep. 1)

Ci mancherai... :'(

Ma soprattutto ricordiamo il carcere, quello che si vede benissimo nel finale della stagione passata. Il nostro allegro gruppo di sopravvissuti ascolta le solite puttanate di Rick sull’assenza di democrazia, l’inquadratura s’allarga e si scopre che a quanto? Cinquecento, mille metri in linea d’aria, c’è il carcere.
Lori non aveva ancora il pancione. Diciamo che era incinta di due mesi? Ok.
Facendo un rapido calcolo, per trovare il carcere, che era a cinquecento metri da loro, ci hanno impiegato, visto che Lori ora è prossima al parto, sette mesi. Complimentoni.

Sipario. Sigla!

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 ***

E si inizia con l’occhio dello zombie, s’allarga l’inquadratura e… ci sono due zombie dentro una casa. E si vede benissimo che i vetri, accanto alla porta d’ingresso, sono colorati e opachi. Non si vede un kaiser, spiando dall’esterno, ma… SBAM! Entrano Rick e T-Dog (il quale è indegno di imbracciare un’arma da fuoco, quindi gli è stato assegnato l’attizzatoio). Non esitano. Lo Sceriffo entra un altro po’ con la pistola già puntata contro uno degli zombie. T-Dog, come se se li fossero già spartiti, si dirige a far fuori l’altro.
Iniziamo bene, benissimo.
Che poi, ormai mi conoscete, non sono il tipo che guarda a queste cazzate, ma qui le vedo come fossero evidenziate. Che ci volete fare?
Piccola miglioria, conseguente ad aver fatto fuori il vecchio logorroico col cappello delle precedenti stagioni, nessuno parla. Finalmente un po’ di pace. Ci prova Lori, più tardi, a minacciare Rick: “We need to talk”. E a far scendere la gocciolina di sudore sulle fronti di tutti gli spettatori come me che delle chiacchiere di Lori ne hanno avuto abbastanza. Ma Rick ormai non è più un democratico, è un duro! Non si parla, si spara e basta.
Prima, però, è bene privare lo Sceriffetto, ormai anche lui un badass motherfuc*er di undici anni che ammazza zombie come fosse il tiro al bersaglio al Luna Park, di una razione di cibo faticosamente reperita in uno dei raid nelle case dei dintorni che per sette mesi hanno impedito al gruppo di raggiungere il carcere. Magari era cibo scaduto, chissà. O cibo per cani. E loro sono ancora esseri umani.

The Walking Dead – stagione 3 (ep. 1)

Maggie, l'anno scorso, stordito dalle chiacchiere di papà Vet, del Cappellaio Matto e di Rick, quasi non ti avevo notata. Quasi.

***

Ci provano ancora, quelli di TWD, nel prologo, a far venire i brividi, mettendo tutto il gruppo in uno stanzone, che pare che stia per iniziare una di quelle ridicole riunioni, ma no, se ne scappano subito dopo.
Il tempo di capire che Lori è incinta e arrivano al carcere.
Ci sarebbe anche da riflettere sulla condizione attuale che, per contrappasso, vuole gli esseri umani sopravvivere proprio in un luogo, il carcere, da dove in tempi normali sarebbero stati il più lontano possibile. Ma qui siamo in Centovetrine Badass Edition, e non c’è tempo per le cazzate!
Vengono fatti fuori una trentina di zombie, forse anche di più. Anche dal bambino, che spara a una distanza di circa trenta metri, dall’alto di una torre, tenendo la pistola come fosse un superliquidator, e fa una serie impressionante di headshot, centri su centri. Tutta la pratica con la Playstation, prima che il mondo andasse allo sfascio, gli è stata utile, si vede.
E ancora non si capisce se il sangue degli zombie sia veicolo d’infezione o meno. Ci si fanno il bagno, tanto più ora che è arrivata Michonne. Chissenefrega.
Ora, l’ho sempre detto, il reparto tecnico di TWD è eccellente. Gli zombie sono realistici, i trucchi spettacolari, anche la fotografia. Ciò che ha sempre fatto acqua, e continua a farne, è la sceneggiatura.
E questo lo scrivo a beneficio di certi articolisti che si permettono il lusso di riassumere le passate critiche a Centovetrine Of The Dead nel solo fatto che non si vedessero gli zombie. Cosa grave, in effetti, in un telefilm sugli zombie, ma di sicuro il motivo meno importante. The Walking Dead era strapieno di cazzate, e fare finta di non averle viste è ipocrita.

The Walking Dead – stagione 3 (ep. 1)

Michonne

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The Walking Dead – stagione 3 (ep. 1)

Ice Cube

Quindi gli zombie sono ottimi. Gli zombie poliziotto in tenuta antisommossa sono anche meglio. Ci sta persino il fatto che il gruppo è impacciato mentre sta decidendo come farli fuori, dato che il casco che indossano impedisce l’uso del machete.
E mentre Andrea si vede per cinque minuti appresso a Michonne, sulla cui presenza e efficiacia si fondano le speranze del successo di questa terza stagione, ma che a me fa ridere perché Danai Gurira (Michonne) ha la stessa faccia incazzata di Ice Cube, faccia che non fa paura a nessuno, Maggie, la nostra Maggie, fidanzata di Glenn, partecipa ai massacri, e trova il modo di far fuori gli zombie anti-sommossa, levandogli il casco.
È il mio idolo, senza ironie.
Che resta? Ah, sì, la prigione, che poi è un gigantesco set costruito all’uopo. Complimenti per lo sforzo produttivo.
Poi c’è la questione Lori incinta e i dubbi che l’attanagliano, circa la possibilità che il bambino prossimo venturo possa essere uno zombie. E vi dirò, per la prima volta l’attrice mi pare in parte. Ma non voglio gioire troppo presto.
Ultima cosa da sottolineare, è l’ennesima, di un’incalcolabile serie, di manipolazioni di sceneggiatura, create appositamente perché avvengano determinati eventi altrimenti impossibili.
Il Veterinario, che per tutto l’episodio non ha mai preso parte attiva alle esplorazioni, standosene in retroguardia (e ci sta perché è un elemento importante, cazzo, deve far nascere il bambino!), decide di esplorare la prigione inzeppata di zombie. E si fa mordere. Fuck yeah!
E chiariamo, il problema non è fare in modo che le cose accadano. Quella è la norma, per coloro che scrivono sceneggiature. Altrimenti non accadrebbe mai nulla. Il punto è che la manipolazione non dev’essere visibile allo spettatore. Per dirla in parole povere, l’evento intenzionale, deve apparire casuale. Più casuale appare, meglio è.
Che Hershel, dopo aver fatto il discorsetto a Lori, assicurandole che l’avrebbe aiutata con la gravidanza, vada a rischiare le palle in mezzo al mattatoio zombesco è una colossale puttanata.
Giudizio momentaneo: meh.
E no, non mi sono fatto abbindolare dalle decine di zombie finalmente proposteci. Dopo quello che sono stati capaci di fare, hanno bisogno di ben altro che degli zombie, per convincermi. Ma, in fondo, ci spero. Ci spero sempre.
Alla prossima, va.

Leggetevi l’articolo della mia amica Aislinn, ché merita davvero.

E questo è l’articolo di Marco.

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