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The Walking Dead – stagione 3 (ep. 3)

Creato il 02 novembre 2012 da Elgraeco @HellGraeco

The Walking Dead – stagione 3 (ep. 3)

Guardavo l’episodio 3 e mi domandavo, ma non è che hanno sbagliato cast?
Perché quando si ha a che fare con Rick e soci, scatta la ridarella. Per tutta una serie di fattori, non ultima la mimica degli attori, o forse le voci, o addirittura le voci italiane. Forse più queste ultime.
Quando non ci sono costoro, e c’è Andrea e gli altri, la storia è più seria, ancorché lenta. Ma, ehi, meglio così.
Comunque, è arrivato il Governatore, che prometteva scintille.
Ora, sinceramente non ho idea di quale sia l’obiettivo degli sceneggiatori.
Mi spiego:
per i lettori del fumetto, chi sia il Governatore è ben chiaro.
Non tanto, a meno di non essere incappati in spoiler, per coloro a digiuno del fumetto.
Per cui, visto che una trasposizione cinematografica, o televisiva in questo caso, dovrebbe avere come scopo primario diffondere The Walking Dead al di fuori della cerchia di appassionati, il modo in cui il Governatore ci viene presentato è fallimentare, non lascia dubbi sul personaggio. Sin dalle prime battute si capisce che è uno stronzo accentratore che sta sempre a complottare.
Nessuna sorpresa, quindi, a livello narrativo. I ruoli sono ben chiari, laddove ci potrebbe essere una bella ambiguità.

The Walking Dead – stagione 3 (ep. 3)

[allarme spoilers]

***

Andrea mi mancava. Un po’ la bellezza dell’attrice, un po’ le sue contraddizioni, di quelle che ti fanno cadere le braccia a terra…
E parlando di braccia, ritorna , finalmente, Merle, il buon vecchio Merle Dixon che tanto mi piaceva nei primi tre episodi della serie, quelli che mi avevano fatto credere di avere a che fare con un prodotto eccelso.
Merle, lo ricorderete tutti, s’era tagliato una mano pur di sopravvivere, dopo essere stato ammanettato su un tetto dal buon Rick (qualcuno ha detto che Rick fa solo cazzate? Ioooo? Nooooo…), e quando parla con Andrea si toglie la protesi metallica stile Armata delle Tenebre e le mostra il moncherino.
E a questo punto, ditemi:
quanto può essere credibile la reazione disgustata di Andrea, che scosta la testa alla vista del braccio monco, durante una apocalisse zombie?
No, sinceramente.
Non ha visto schifezze molto più allucinanti? Lo zombie del pozzo, budella assortite, persino Michonne che si porta a spasso due zombie senza mandibola e senza braccia.
Ma Andrea si disgusta per un moncherino.
Gli sceneggiatori sono al di là del bene e del male. Lasciate ogni speranza.

The Walking Dead – stagione 3 (ep. 3)

***

Comunque, la faccenda degli zombie di Michonne, del perché se li porti a spasso, è esposta in modo credibile, finalmente. Senza trattare gli spettatori da deficienti, e la spiegazione arriva al momento giusto, facendo passare il giusto tempo.
Michonne continua a essere in tono minore, quindi non è chiaro se l’attrice sia valida o no. Risibili, comunque, le acrobazie con la katana, perché rese in CGI.
Molto carino il set di Woodsbury, ovvero la cittadina messa in piedi dal Governatore, e anche l’attore chiamato a interpretarlo mi sembra buono.
Un po’ meno il colpo di scena finale, ovvero ciò che c’è dietro la porta del Governatore. O meglio, l’idea non sarebbe nemmeno brutta, non foss’altro che il Governatore del fumetto fa di peggio, ma… come dicevo all’inizio, è un colpo di scena annunciato. Perché fin da quando è comparso, il tipo mandava segnali malsani. Gli acquari con le teste dentro sono un infodump, in pratica. Belle, ma non necessarie. Ma l’errore è a monte. E comunque non è grave come i tantissimi altri che l’hanno preceduto.
Di Rick e soci nessuna traccia. Infatti è la prima puntata in cui non sono scoppiato a ridere per un motivo o per l’altro. Mi manca T-Dog più di tutti, la sua inutilità intrinseca. Magari Merle lo prenderà di nuovo a calci.
Per fortuna ci sono gli altri episodi.

The Walking Dead – stagione 3 (ep. 3)

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