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The Wolf of Wall Street (recensione)

Da Bangorn @MarcoBangoSiena

Con 5 nomination agli Oscar 2014, darà dura battaglia agli altri film in lizza, tra cui American Hustle che concorre con 10 nomination e Dallas Buyers Club, che oltre alle sue 6 menzioni, conta dell’incredibile interpretazione di Matthew McConaughey. Ma diciamo che i tre che ritengo più prestigiosi, Miglior Film, Miglior Regista (Scorsese) e Miglior Attore Protagonista (Leonardi Di Caprio), hanno buone possibilità di essere vinti. Ho detto buone, non garantite.

Locandina

Locandina

 

Trama

Il film racconta dell’esplosiva carriera di Jordan Belfort, partito come broker di Wall Street e divenuto in pochi anni il Lupo del settore. Una vita fatta di eccessi, affari poco puliti e inganni. Ma l’F.B.I. inizia a interessarsi della sua attività, e un agente, Patrick Denham, ne fa una questione personale.

Yatch, vino, bella vita…

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Considerazioni

179 minuti dichiarati per questa pellicola, che ha però il merito di volare via senza avere cadute di ritmo. Preparatevi, perché non troverete un film biografico e noioso, fatto solo di scene cucite insieme per ricostruire le vicende, ma una storia dal ritmo sostenuto, piena di ironia che stemperano le vicende drammatiche e fanno sorridere.

Uno degli eccessi delle feste: il lancio del nano

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Non per questo ci troviamo davanti a una commedia, anzi, il fatto che Belfort basi la sua carriera sull’uso di stupefacenti, sull’ingannare gli investitori (all’inizio addirittura la gente comune che perde così i pochi fondi risparmiati), su party con prostitute e sul generale arrivismo degli yuppies anni ’80, ce lo farà odiare, e chiederci perché quell’uomo sia ancora a piede libero.

 

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