Magazine Cultura

Torino, lettera aperta a Gramellini - U Velto

Creato il 10 novembre 2014 da Rulm @rulm
Torino, lettera aperta a Gramellini - U VeltoEgregio dr. Gramellini, mi lasci dire che il suo commento di sabato 25 ottobre alla notizia dello “sdoppiamento” della linea di autobus n. 69 nel Comune di Borgaro mi ha proprio sconcertato. E per più di un motivo.In primo luogo perché lei afferma che il provvedimento preso dal sindaco . Proprio così ha detto: . Ma come ricorda? Non lo ricorda per nulla:è proprio apartheid, bello e buono apartheid! Cioè esattamente l’opposto delle integrazione che lei afferma essere l’unica soluzione possibile del problema. Peccato però che essa richieda tempo,lei lamenta. E quindi, nelle more, poiché non ci si può limitare a e ,va bene istituire una “navetta”, che faccia la spola, senza fermate intermedie,tra il campo nomadi e il capolineae farci viaggiare i Rom e solo i Rom,riservando la linea 69 solo ai non Rom, cioè ai gagé, abolendo la fermata del 69 all’altezza del .Ma si rende conto che così l’apartheid è completa? I Rom, che già sono segregati nel , vengono segregati anche sui mezzi pubblici di trasporto! Perché non è vero, dr. Gramellini, che . Invece sono proprio tutti eguali: sono brutti, malsani, degradati, dei veri e propri luoghi di segregazione etnica dove vengono rinchiuse a forza le comunità di una minoranza linguistica, a cui, dopo averla ricoperta con cumuli di prevenzioni e pregiudizi, non vengono riconosciuti nemmeno i diritti elementari, quali il rispetto della dignità personale, il diritto ad abitare civilmente, a procurarsi di che vivere con un lavoro normale. Non vivono di espedienti per scelta, ma per necessità. Nessuno infatti dà lavoro a un maschio Rom; e ad una donna Rom non si affida nemmeno la pulizia delle scale di un piccolo condominio.Non rispettano le leggi? Assai spesso è vero, come per ogni sottoproletariato: è arduo infatti rispettarle se non si può vivere che di espedienti. Ma quante volte si attribuiscono ai Rom colpe e comportamenti che non sono loro e quante volte si ingigantiscono fatti senza dubbio riprovevoli e si trasformano singoli episodi in prassi generalizzate. A riprova, lei stesso cita l’episodio di un padre che a Borgaro smarrisce un bambino ed accusa i Rom di averlo rapito; io gliene potrei citare tanti altri a dimostrazione di quanto frequente e grave sia la propalazione di notizie false a carico dei Rom; mi limito a due: il pogrom della Continassa e l’uccisione a Roma nel 2008 della signora Reggiani, che, attribuita ad un Rom, dette la stura a una violenta campagna mediatica antizigana; l’uccisore, però,un tal Mailat, Rom non era.E veniamo alla vicenda che ha motivato lo “sdoppiamento” della linea 69. In quel che lei ha raccontato senza dubbio c’è del vero, comportamenti insopportabili ed inaccettabili da parte dei Rom certamente ci sono stati. Ma da come lei l’ha riferita si potrebbe pensare che tutti i giorni i Rom, saliti sull’autobus 69, sputassero in faccia ai vecchi e bruciassero e tagliassero i capelli alle ragazze. Le sembra verosimile? Lo ha verificato? E per quanto tempo sarebbe durata questa storia? Per l’esperienza che ho di un mondo che frequento abbastanza, penso che la contrapposizione tra i due fronti si sia andata costruendo progressivamente e che la tensione tra i due, innescata chissà da quale episodio, sia andata via via crescendo insieme ai gesti di intolleranza e di offesa, senza che nessuno sia intervenuto per gestire una situazione sempre più pesante. Fin quando è esplosa in modo eclatante. Quanto meno ci sono state inerzia ed incuria da parte di chi ha tra i suoi compiti istituzionali quello di darsi carico della coesione sociale, specialmente quando e dove ci sono sacche di disagio grave.Su di un punto però sono d’accordo con lei: per . Verissimo. Infatti,occorrerebbe anzitutto che fossero le istituzioni per prime a rientrare nel rispetto delle norme e della legalità, eliminando i campi nomadi (la cui illTorino, lettera aperta a Gramellini - U Veltoegittimità è stata solennemente sancita da sentenze del Consiglio di Stato e della Corte di Cassazione) ma non semplicemente abbattendoli e lasciando all’addiaccio chi in qualche modo vi aveva trovato rifugio. E poi occorrerebbe un’opera intelligente e sistematica di avvicinamento tra gagé e Rom, perché si conoscano e si riconoscano reciprocamente, superino diffidenze e sospetti, scoprano l’infondatezza di pregiudizi e prevenzioni o per lo meno li ridimensionino.E’ questo che avrebbero dovuto fare, anche prima, il sindaco e l’ assessore di Borgaro e che lei, in mancanza, avrebbe dovuto consigliare loro, e non solo a loro, commentando la vicenda. Questo ci si aspetta dai media, in particolare da una trasmissione come Che tempo che fa e da chi, come lei, vi svolge un ruolo di maitre à penser. di Nino Lisi, Cittadinanza e Minoranze Pubblicato da alle 11:53:00Torino, lettera aperta a Gramellini - U Velto 

Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :

  • Recensione: U. Eco - Storia della bellezza

    Recensione: Storia della bellezza

    Ormai uno dei saggi classici più noti di questo famoso autore alessandrino che, non per dire, ha frequentato il mio stesso liceo. Leggere il seguito

    Da  Enricobo2
    CULTURA
  • Dr. U – Alieni Alienati

    Etichetta: Valery RecordsAnno: 2014 Altra uscita interessante per Valery Records è questo progetto di Chris Catena, chiamato Dr. U, ispirato alla famosa serie t... Leggere il seguito

    Da  Iyezine
    CULTURA
  • Urbino, Nebraska (Torino)

    Urbino, Nebraska (Torino)

    Quattro storie in cui si mescolano esperienze, ricordi, speranze, delusioni e angosce accomunate da un legame latente con un episodio accaduto tanti anni... Leggere il seguito

    Da  Athenae Noctua
    CULTURA, LIBRI
  • I demoni [torino]

    demoni [torino]

    È cosi profondamente immersa nella lettura dei Demoni che quasi non si accorge che il treno sta entrando in stazione. Dostoevskij fa questo effetto. Le porte... Leggere il seguito

    Da  Librimetro
    CULTURA, LIBRI
  • Fai bei sogni – Massimo Gramellini

    sogni Massimo Gramellini

    Autore: Massimo Gramellini Titolo: Fai bei sogni Genere: Letteratura italiana Data prima pubblicazione: 2012 Casa Editrice: Longanesi Collana: La Gaja Scienza... Leggere il seguito

    Da  Bea23
    CULTURA, LIBRI
  • Northanger Abbey [Torino]

    Northanger Abbey [Torino]

    Su un pullman non troppo affollato, una giovane sui 35 anni legge Northanger Abbey di Jane Austen. Occhiali dalla montatura sottile, maglia con una fantasia... Leggere il seguito

    Da  Librimetro
    CULTURA, LIBRI
  • Liberazione [Torino]

    Liberazione [Torino]

    Porta Susa, il binario 2 si prepara all’arrivo del Frecciabianca 9737 per Trieste Centrale: chi si saluta, chi aspetta impaziente, chi parla al telefono. Leggere il seguito

    Da  Librimetro
    CULTURA, LIBRI