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TorinoFilmFestival32 day by day. I 4 film che ho visto martedì 25 novembre

Creato il 26 novembre 2014 da Luigilocatelli

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'A Second Chance' di Susanne Bier

‘A Second Chance’ di Susanne Bier

Felix & Meira di Maxime Giroux. Torino 32 (Concorso)
Montreal. Lui è uno sfaccendato di buona famiglia e di buon cuore cui sta morendo il padre. Meira appartiene alla comunità ebreo-hassidica ed è incapsulata nel suo doppio suolo di moglie e madre. Si incontrano per caso, e in lui Meira vede l’occasione della sua libertà. Melodramma assai trattenuto e pudico, dove vite si ribaltano e cambiano con conseguenze pesanti per sé e gli altri, ma il tutto raccontato senza clangori ed eccessi. Voto 6 e mezzo
As You Were di Jiekai Liao. Torino 32 (Concorso)
Uno dei (non pochi) film del concorso che hanno messo a dura prova la pazienza degli spettatori. Difati molti non hanno resistito e hanno mollato la presa. A Singapore varie storie (be’, storie è parola grossa per questo film volutamente antinarrativo, l’ennesimo del TFF32) e più personaggi si intersecano.  lameno così pare, perché è tutto alquanto vago e inesplicato. Un ragazzo ribelle alla disciplina militaresca della sua scuola, due innamorati che forse non si amano più e si ostinano a voler ritrovare l’incanto del passato, più altri frammenti francamente irraccontabili e incomprensibili. Si va per ellissi, allusioni e sottrazioni, e non si spiega niente. Il guaio è che certe cose le accettiamo da uno Tsai Ming-Liang, ma non da un film come questo, senza uno stile sicuro e con parecchie oscillazioni di gusto e derive nel quasi kitsch (troppi tramonti, troppe albe). Voto 4
En Chance Til/A Second Chance di Susanne Bier. Festa mobile)
La signora del melodramma trucido e pure socialmente impegnato è tornata. Susanne Bier, dopo la parentesi hollywoodiana di Una folle passione con la coppia Jennifer Lawrence-Bradley Copper, riapproda nella sua Danimarca e confeziona uno dei suoi turgidi racconti che ne fanno una specie di Carolina Invernizio scandinava dei giorni nostri. Una coppia perbenino (lui fa il poliziotto in carriera) con figlioletto messa a confronto con una coppia sventurata, lui tossico psicopatico, lei altrettanto tossicissima, con figlioletto male accudito e lasciato a imputridire nel piscio e nella merda, poverino. Capita una note che il bambino della coppia perbene muoia, per una cosa che sembra morte in culla. La madre non si rassegna, quasi impazzisce, e allora che fa il padre poliziotto? Si introduce in casa dei due eroinomani, si prende il loro figlio e lascia al suo posto il bambino morto. Roba che solo Susanne Bier poteva escogitare. Non vi dico quel che segue allo sciagurato scambio di pargoli: di ogni. Con un colpaccione di scena che lascia senza fiato. Momento massimanente pulp: il tossico che fa una pera nella fica alla sua compagna. Guilty pleasure! Con uno dei belloni del Trono di spade, Nikolaj Coster-Waldau. Voto 5. Meglio un film così che cento frigide operine di aspiranti autori.
Actress di Robert Greene. TFF Doc/Internazionale.doc
Francamento mi aspettavo un qualcosa di più da questo documentario americano, sulla carta assai promettente. Ritratto ravvicinato di Brandy Burre, già attrice nella serie di culto The Wire, poi ritiratasi in una cittadina fuori New York a fare la mamma. Ma dopo un po’ tutto si rimette in discussione per Brandy. La storia con il compagno Tim, il padre dei suoi figli, arriva al punto di rottura, e lei sente che non può più stare lontana dal suo lavoro di attrice. Che deve tornare a recitare. In fondo, la storia assai comune di una donna che, per stare con i figli, rinuncia al lavoro, salvo poi ripensarci. Brandy Burre ha una grande energia e altrettanta lucidità, e riesce a farci sembrare interessante anche quello che magari non lo è. Voto 6 e mezzo


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