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Torneo di madrid, nadal sul trono di spagna

Creato il 12 maggio 2013 da Postpopuli @PostPopuli

 

         di Nicola Pucci

A dispetto del ranking che accreditava Djokovic e Murray come primi due giocatori al mondo; a dispetto del talento senza eguali e senza precedenti del magnifico Federer; a dispetto della presenza di tutti i migliori ad eccezione di Del Potro… a dispetto, insomma, di tanto ben di Dio, sulla terra rossa, e non più azzurra, del torneo Master 1000 di Madrid vince chi di terra rossa se ne intende proprio tanto, al secolo Rafael Nadal, più che mai re di Spagna.

Rafael Nadal si impone al torneo di Madrid - da eurosport.fr

Rafael Nadal si impone al Torneo di Madrid – da eurosport.fr

Storia curiosa, quella dell’edizone 2013 accolta ai 700 metri di altitudine della capitale iberica. Sì perchè i tre primi candidati al successo finale fanno poca strada ed è notizia, questa, che fa scalpore. Novak Djokovic incoccia subito nel Grigor Dimitrov che tanto somiglia, nello stile, nelle movenze e nella facilità di colpi, al Roger rossocrociato. Il bulgaro quest’anno ha compiuto l’atteso salto di qualità e di primo acchito butta fuori il serbo nel match del torneo per emozioni ed intensità di gioco, facendo breccia nelle sicurezze di Nole… e pure nel cuore della bella siberiana, Sharapova, che qui raggiunge la finale e appare spesso al fianco del giovane Grigor. Federer, appunto, che torna ad impugnare la racchetta dai tempi di Indian Wells e si fa uccellare da piè veloce Nishikori agli ottavi di finale. Il giapponese, guarda caso, fallirà la prova del nove e non andrà oltre ma per lo svizzero lo stop è segnale preoccupante con Roma e Parigi alle porte. Murray, il britannico che cerca da sempre di diventar competitivo anche sulla superficie più lenta, si salva non si sa come con Simon ma poi non trova la chiave per scardinare l’ottimo Wawrinka di questo scorcio di primavera sui campi rossi. Stanislas ci ha preso gusto, nel rivestire il ruolo di svizzero da copertina, e dopo la vittoria ad Oeiras una settimana fa agguanta la finale madrilena.

E chi c’è dall’altra parte del net? Quel pedalatore trita-sassi di Nadal, ovviamente, che qualche mese fa fu dato sul viale del tramonto ma nel frattempo infila la settima finale in sette tornei giocati. Tramonto un par di zeri, verrebbe da dire… Non entusiasma, il maiorchino, gioca più corto del solito, affonda di rado col rovescio ma prima ricorda a Ferrer che è lui il numero 1 di Spagna, poi asfalta in semifinale sorpresa-Andujar. Rafa si presenta all’ultimo atto forte dell’8-0 nei confronti diretti ed è impossibile per Wawrinka andar contro pronostico: 6-2 6-4 in 1ora11minuti ed i giochi sono fatti.

Occhio ragazzi, Nadal è sempre Nadal… e dietro l’angolo di Roma e Parigi fa paura.

 

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