TPL IN CAMPANIA, TRA INGANNI ED AUTOINGANNI - Questa volta devo essere per forza dalla parte dei macchinisti

Creato il 18 aprile 2012 da Ciro_pastore
Il valzer delle dichiarazioni prosegue, ma di soluzioni innovative nemmeno l’ombraTPL IN CAMPANIA, TRA INGANNI ED AUTOINGANNIQuesta volta devo essere per forza dalla parte dei macchinistiDa qualche giorno, si rincorrono “voci di rotaia”, riprese ed avvalorate da prestigiose testate giornalistiche e siti web, che anticipano possibili ulteriori tagli alle corse di Circumvesuviana. Si tratterebbe di una scelta, dettata pare da una chiara indicazione proveniente dall’Assessorato ai Trasporti Regionale. La linea strategica parrebbe, a prima vista, seria ed oculata. In sostanza, il ragionamento si muove dalla constatazione che attualmente c’è una disponibilità di soli 40 elettrotreni. Questa situazione oggettiva ha determinato nelle ultime settimane la soppressione quotidiana di decine di corse, creando notevolissimi disagi ai clienti, soprattutto a causa della totale imprevedibilità delle soppressioni medesime. I viaggiatori, cioè, sono sottoposti alla intollerabile condizione di non sapere se e quando potranno partire. L’Assessore, pensa che ti ripensa, prima divulga un piano straordinario di manutenzione che si concluderà alla fine dell’anno prossimo (su cui apposta 20 milioni di euro). Poi, “si illumina di immenso”, e tira fuori la super ideonariduzione ulteriore delle corse. L’obiettivo, apparentemente ragionevole, è quello di garantire – con il materiale rotabile disponibile – soltanto le corse concretamente realizzabili.Qualche ingenuo commentatore, un po’ troppo allineato con “la voce del padrone”, ha prontamente esultato magnificando la scelta assessorile. Sottolineando, pure, che ridurre le corse non avrebbe intaccato i livelli occupazionali dei macchinisti, ma tutt’al più, avrebbe drasticamente ridotto le prestazioni straordinarie del personale viaggiante. Tale dichiarazione, subito ripresa intregalmente da un noto quotidiano, ha giustamente scatenato la reazione stizzita dei rappresentanti sindacali che hanno doverosamente sottolineato che le categorie direttamente interessate sono chiamate a fornire “ prestazioni straordinarie a causa di un endemico e storico sotto organico”.Come si può intuire, si è trattato di un clamoroso “autogol” comunicazionale, tale da far impallidire il famigerato calciatore del Bari, Masiello (lui, però, se li faceva retribuire bene gli autogol: 300mila euro!!!). Tutto ciò accade in un momento in cui l’attenzione mediatica e dei cittadini/clienti è concentratissima sul TPL, e su Circumvesuviana in particolare. Divulgare con faciloneria che la riduzione delle corse metterebbe in pericolo “gli straordinari” del personale viaggiante, è come avere la sfrontatezza di pasteggiare a caviale e champagne in presenza di affamati. La situazione economica locale è tale, infatti, che molti dei clienti sarebbero autorizzati ad incazzarsi leggermente venendo a sapere che la preoccupazione non è per la qualità del servizio, e nemmeno per la tutela dei livelli occupazionali degli addetti, ma (udite, udite) per la perdita degli “straordinari”. Bene hanno fatto i rappresentanti sindacali a ribadire che, buona parte di quelle prestazioni, esistendo un sotto organico, sono un “favore” che i lavoratori fanno ad un’azienda che non è capace di organizzarsi per eliminare le carenze di organico che determinano la maggioranza delle prestazioni straordinarie. Insomma, un pateracchio che nessuna smentita o rettifica può recuperare completamente.Ma perché dico che sto con i macchinisti, stavolta? Non perché mi sia tardivamente convertito ad una causa che spessissimo ho criticato aspramente. Stavolta sono dalla parte dei macchinisti perché sono convinto che ridurre le corse sia non solo pericoloso ma anche seriamente dannoso per la vita stessa delle aziende. Dove sta la pericolosità della scelta puramente riduttiva? Semplice, a furia di tagliare si riduce così drasticamente l’offerta che viene a mancare la stessa funzione economico-sociale del trasporto pubblico. È come la classica battuta del marito che, per fare dispetto alla moglie, si taglia gli “attributi”. Taglia che ti ritaglia, che ne resterà del servizio?Mi si dirà che si tratta di una decisione provvisoria, destinata a tornare alla normalità nel giro di qualche mese. Nel frattempo, però, la riduzione delle corse creerebbe un pericoloso effetto “disaffezione”, difficile da recuperare in tempi brevi. Dopo che per anni si sono messe in atto politiche di fidelizzazione della clientela (vedi UNICOCAMPANIA), che sono costate moltissimo alle aziende in termini di incassi, ora si prova a dilapidare tale “patrimonio” rifugiandosi nella riduzione delle corse, spacciandolo per un intervento pietoso a favore dei viaggiatori. In Assessorato avranno pensato: meglio sapere che ho solo una corsa certa ogni ora, piuttosto che averne tre in orario ma senza alcuna certezza sull’effettiva partenza. Ma tutti intuiscono che il numero di viaggiatori trasportabili resta il medesimo e, quindi, non risolve l’inadeguatezza del materiale rotabile.La mia proposta è, invece, di lasciare le corse così come sono, riducendo, invece, la composizione del convoglio ad un singolo elettrotreno per tutte le destinazioni. Ovviamente, il numero di viaggiatori trasportabili complessivamente resterebbe sostanzialmente pari a quello della soluzione “soppressione corse”, con la sostanziale differenza che, una maggiore frequenza delle corse, garantisce una più razionale distribuzione dei viaggiatori. Magari, solo per alcune particolarissime corse, nelle fasce orarie più affollate, si potrebbe lasciare la composizione doppia. Tale proposta (tutta da verificare in termini tecnici/organizzativi) aprirebbe, peraltro, la strada ad una “metropolitanizzazione” del servizio che, anche a regime, andrebbe presa come fondamento di una nuova ed innovativa offerta al cliente. Le tratte Napoli – Torre Annunziata, Napoli – Somma, Napoli – Scisiano dovrebbero (una volta risolti i problemi di manutenzione attuali) diventare dei veri e propri tratti da servire con una frequenza di tipo “servizio metropolitano”. Ciò richiederà una diversa modulazione dell’organizzazione del lavoro e un’estensione generalizzata del cosiddetto macchinista “agente unico”. Tale scelta organizzativa, peraltro, determinerebbe anche la necessità di riqualificare molti lavoratori (una parte degli amministrativi che sembrerebbero in esubero?) impiegandoli in mansioni più operative. In questo modo, peraltro, si risolverebbe anche l’annoso “sotto organico”, di cui gli stessi macchinisti si lamentano.In definitiva, se l’organizzazione del lavoro e l’offerta del servizio ha generato l’attuale drammatica situazione, non si può pensare di risolverla ingannando lavoratori e cittadini con soluzioni estemporanee e per nulla strutturali. D’altra parte, però, gli stessi lavoratori non devono indulgere nell’autoinganno, illudendosi che tutto tornerà come prima. Tra inganni ed autoinganni, infatti, chi ci rimette sono in primis i lavoratori stessi ma anche i cittadini / contribuenti / clienti, che si ritrovano a fare i conti con un servizio sempre più scadente e sempre meno utile.Ciro Pastore – Il Signore degli Agnellileggimi anche suhttp://golf-gentlemenonlyladiesforbidden.blogspot.com/

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