Magazine Società
All’inizio di quest’anno (21 gennaio 2011) la prof.ssa PAOLA BONORA apriva il convegno intitolato:
“VISIONI E POLITICHE DEL TERRITORIO” con una significativa relazione intitolata:
TRA IL DIRE E IL FARE
Le politiche del territorio in Italia. Tra consapevolezza, retoriche e contradditorietà delle pratiche.
E proprio qui sta il punto.
Da allora ogni giorno abbiamo assistito ad un balletto ininterrotto da parte di Istituzioni, Enti Locali, e personaggi del mondo politico, locale e nazionale che si sono affannati con dichiarazioni, prese di posizione pubbliche, relazioni, monografie, ancora convegni nei quali si è solennemente dichiarato di volere una svolta che porti ad un rispetto per il territorio, alla non occupazione di terreno agricolo, al porre fine a questa CEMENTIFICAZIONE SELVAGGIA che sta travolgendo inesorabilmente terreni, panorami sensibili, la nostra storia, le nostre radici, il nostro futuro.
Poi però da parte degli stessi attori abbiamo assistito al varo di programmi densi di Edilizia residenziale, Capannoni Industriali, campi fotovoltaici ed eolici su terreni agricoli, al varo di “Grandi Opere” sempre non volute dai cittadini ma perseguite ugualmente con una caparbietà che non accetta alcuna discussione neppure tecnica.
E tutto questo non localizzato in un particolare territorio, ma ovunque si sia posato il nostro sguardo.
A questo punto abbiamo dovuto comprendere che non può trattarsi di episodi isolati, ma di una strategia che ha come autori poteri economici forti che hanno tutta l’intenzione di continuare ad aggiottare sugli enormi guadagni che ancora oggi si possono ricavare dalla speculazione fondiaria-finanziaria relativa alla trasformazione di un terreno da agricolo a edificato o comunque occupato da attività industriali di vario tipo.
Ed ecco che il ruolo delle amministrazioni locali diviene nulla più che un mezzo per raggiungere questo obbiettivo economico di ottenere grandi profitti dalla speculazione sui terreni, senza alcun riguardo nè considerazione per il reale interesse dei cittadini.
Un esempio di tutto questo si può vedere attraverso il video che cliccando sotto potrete guardare.
Maurizio Vicinelli
Modena al cubo, film denuncia sull’edilizia selvaggia
Una storia di cemento, case e cantieri che si svolge a Modena, centro industriale dell’Emilia Romagna e cuore della Motor Valley, la terra che produce Ferrari, Lamborghini, Maserati e Ducati. E che è anche in forte espansione, perché così vuole la politica e chi opera nel comparto edilizio.
A raccontarlo è Modena al cubo http://www.modena3.it/ , il documentario low budget di Gabriele Veronesi - nei prossimi giorni disponibile gratuitamente sul sito – che mostra “l’ipertrofia urbana” all’ombra della Ghirlandina. L’autore, giornalista e videomaker freelance di 25 anni che ha passato gli ultimi 13 mesi a osservare i cantieri in loco, ha ricostruito l’intreccio di poteri e affari per favorire la densificazione della città.
(Per vedere il video clicca qui)
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