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Tradurre sì, tradurre no

Creato il 17 novembre 2015 da Propostalavoro @propostalavoro

La traduzione è sicuramente una parte importante dell’apprendimento di una lingua straniera. Fin dalla scuola l’insegnante ci chiede “come si dice ‘sedia’ in inglese?” oppure “cosa vuol dire in italiano ‘I’ve got a dog’?” e dove il classico ‘compito per casa’ sembra essere del tipo ‘traduci il dialogo a pagine 23 in italiano’. Certo, la traduzione è la prova massima della comprensione: se riesco a tradurre bene una frase che leggo o che sento in una lingua straniera vuol dire che l’ho capita. Anche l’insegnante, da parte sua, potrà avere la conferma immediata che lo studente ha capito, tradurre quindi ci viene quasi istintivo. Per capire devo tradurre, e da questo ne consegue che per esprimermi devo tradurre.

E invece le cose non stanno proprio così. La traduzione nella riproduzione linguistica è tutt’altro che utile, vi blocca e vi mette nei pasticci. La mia proposta di questa settimana vi richiede sicuramente uno sforzo immane: per parlare bene in inglese dovete smettere di tradurre ciò che pensate!  Capisco che non è facile, come non lo è smettere di fumare, smettere di mangiare schifezze o di dire troppe parolacce. Ma ci dovete provare. Richiede tempo, concentrazione e una grande elasticità mentale. Ma si può fare. Guardate il vostro telefilm preferito in ‘lingua originale’ (probabilmente in inglese), ascoltate (e leggete) bene i testi delle vostre amate canzoni inglesi ed americane (anche se sul linguaggio dei testi musicali ci sarebbe molto da dire), leggete qualche articolo on-line, sfruttate questo benedetto internet anglofono al massimo!  Vedrete che con un po’ di lavoro vi verrà facile pensare in inglese, e non tradurre.

Tutto questo è per il vostro bene ma non dimenticate che la traduzione è comunque un’arte e soprattutto richiede molta abilità, non è da tutti e non è da prendere alla leggera. Ho riscontrato che gli italiani hanno spesso un eccesso di zelo nelle traduzioni – quello che io chiamo ‘la traduzione eccessiva’. Si traduce anche troppo. Se non sapete tradurre, non fatelo. Soprattutto non rivolgetevi a Google translate o simili, al massimo ti potranno aiutare nella comprensione generale di un testo, ma non nella riproduzione.

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Per farvi capire cosa intendo, guardate cosa c’è scritto in questo menù dove il ristoratore fa capire ai suoi clienti anglofoni che il suo caffè è annegato nell’acqua e che la mozzarella è buona anche con le fragole e la cioccolata! Perciò, STOP TRANSLATING NOW!

Mark Davis


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