Questo permette di ridurre al minimo l’esposizione dei tessuti e degli organi sani circostanti alle radiazioni. Di solito questo trattamento prevede cinque sessioni ambulatoriali della durata di circa un’ora ciascuna e non occorrono né anestesia, né ricovero. Dopo ogni sessione il paziente può tornare alla routine quotidiana senza problemi. Nella procedura da Vinci, invece, il robot è guidato dalle mani del chirurgo, il quale deve avere molta esperienza al riguardo. I pazienti vengono ricoverati per un breve periodo e sottoposti ad anestesia generale. Dopo l’intervento chirurgico, i tempi di recupero previsti sono di 4-6 settimane. Anche se le due procedure sono molto diverse tra loro, entrambe risultano essere molto efficaci, soprattutto nel prevenire le recidive. Fortunatamente, le varie opzioni di trattamento del cancro alla prostata sviluppate nel corso degli anni hanno ridotto sensibilmente il rischio di mortalità dei pazienti.