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Tre Mani nel Buio: Noir all’Italiana

Creato il 16 ottobre 2012 da Dietrolequinte @DlqMagazine
Tre Mani nel Buio: Noir all’Italiana

“Tre mani nel buio”, pubblicato nel 2001 da Sperling & Kupfer, è un’originale trilogia di romanzi brevi noir che Eraldo Baldini, romagnolo doc, sceglie di ambientare nella “sua” regione, in quella provincia magari sonnolenta e festaiola, forse un po’ banale, sicuramente “normale”, ma italianissima, che diviene inatteso scenario di inquietanti delitti. I tre racconti, “Una caldissima estate”, “Un trapano in testa” e “Qualcuno nel buio”, ci fanno conoscere la parte oscura, rispettivamente, della località balneare di tendenza (Marina di Ravenna), del capoluogo sospeso tra la vita estiva, in spiaggia, e quella invernale, in centro (Ravenna) e di un tranquillo borgo immerso in una campagna bucolica (Sant’Andrea), che, improvvisamente, fuoriesce in tutta la sua drammaticità conducendoci in un tunnel dell’orrore, degno “doppio” noir di quel “divertimentificio” che è la costa romagnola. Il trait d’union di “Tre mani nel buio” sono i membri della mobile di Ravenna: il Commissario Righetti, l’Ispettore Cardona ed i loro collaboratori, tra cui spicca l’enigmista Di Maio, perfettamente e minuziosamente caratterizzati psicologicamente, poliziotti veri che non si fermano al primo sguardo, ma che, dotati di quel particolare sesto senso, riescono ad andare oltre l’apparenza districando le matasse più ingarbugliate. Ma vera protagonista del romanzo è anche e soprattutto la malattia, che non è solo quella fisica, comune ai più, bensì quella mentale, quell’alterazione della personalità che dai suoi anfratti più nascosti fa emergere il delitto, sia quello più banale e prevedibile, sia quello più terribile e misterioso. Ancora una volta la penna di Baldini corre veloce, con il suo stile scarno, diretto e asciutto, ma così accattivante ed immediato, a creare suspense, ricorrendo alle suggestioni delle ambientazioni e alla caratterizzazione dei personaggi per disegnare tre gialli, quasi dei “medical thriller”, che ci regalano atmosfere inquietanti e qualche brivido.

una immagine di Eraldo Baldini su Tre Mani nel Buio: Noir allItaliana

Andando più nello specifico “Qualcosa nel buio”, con la sua prosa elegante e con i continui colpi di scena, tiene il lettore sul chi vive fino all’ultimo istante e pare già pronto, grazie alla sua veste “cinematografica”, per essere portato sul grande schermo, o almeno in una fiction tv. Decisamente più inquietante è “Un trapano in testa” dove, pagina dopo pagina, si sprofonda nei più oscuri meandri della psiche umana, incontrando, quasi dal di dentro, la virulenza della malattia mentale, e qua si espleta ai suoi massimi livelli la maestria di Baldini che riesce a trascinarci “irrimediabilmente” nel… buio! Forse un po’ più leggero e mélo appare invece “Una caldissima estate”, che tra i vacanzieri estivi porta storie di contrabbandieri, di avvelenamenti alimentari, per poi sorprenderci, in modo forse un po’ troppo minimalista, con moventi molto più sentimentali. Mi sia concesso evidenziare una particolarità stilistica che mi ha colpito del Baldini “giallista”, ovverosia la sua grande abilità nel costruire trama e scenari, grazie ai quali riesce subito ad avvincere chi legge creando ansiosa attesa per tutta la durata di un racconto, che, però, nel momento clou, cioè quando il “caso” viene risolto, ricorre ad una sorta di stacco netto, una specie di silenzio sull’illuminazione, con i protagonisti stessi che vengono chiamati a tirare le conclusioni finali. Se un difetto si può additare ai tre racconti è quello di permettere al lettore attento di scoprire forse un po’ troppo presto l’assassino, ma ciò non cambia di tanto la sostanza: “Tre mani nel buio” è senz’altro un interessante “noir” made in Italy, quasi vellutato, da leggere comunque tutto d’un fiato e gustare fino all’ultima riga!


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