Tre poesie del giovane poeta “labirintista” Mariano Menna

Creato il 09 giugno 2014 da Lorenzo127
IL CREPUSCOLO
Muore lentamente tra le acque un bagliore:
è fuoco che si spegne all’imbrunire.
La luce indietreggia al cospetto del tempo, 
s’inchina alla notte, elegante signora,
lasciando nel buio le sue lacrime lucenti:
lucciole cosmiche che danzano nel cielo.
Nell’immensa quiete crepuscolare
prendono vita i melanconici pensieri,
infinite tracce dell’umana ragione:
la loro notte calerà col nuovo giorno,
con il risveglio di spaventosi automi,
con i rumori del quotidiano incedere.
 
Le piogge su Belgrado
Piove sulle mie speranze di libertà,
su ciò che rimane della mia felicità,
su questo fallito con in testa un tirolese
che sembra leggero per il freddo di ogni mese.
Piove su una Belgrado devastata dalla guerra,
la mia città crolla per il dominio di una terra,
che non porterà niente nelle tasche dei signori,
semmai rovinerà un uomo e fin troppi straccioni.
Odo una melodia che quasi combatte con le urla:
è lieve e ben nascosta, ma riesco ad ascoltarla.
Rinnega il senno dell’uomo che lo sfrutta con l’istinto,
perché una bomba a mano non basterà a salvarlo.
Uno zingaro è il signore di queste soavi note:
almeno per un giorno curerà le altrui ferite.
Una rossa fisarmonica asseconda le sue dita,
rinnovando nella morte le sue speranze di vita.
 
 
 
 
Il labirinto dei rimorsi 
L’umana debolezza, col  flusso di coscienza ,
scolpisce e non cancella i troppi errori erranti,
 che vagano nell’ombra, tra gemiti assordanti,
nel labirinto oscuro che non reca provenienza.
Rimorsi che divorano le membra senza indugi,
son bestie della mente, come cani randagi,
 scatenano la forza dei più cruenti naufragi:
non servono ripari, non servono rifugi.
La notte apre le porte al dedalico presagio,
scalfisce le barriere illusorie di ogni cuore;
sei schiavo del tuo giorno,  del tacito rumore:
come Teseo, da solo, dovrai trovar coraggio.

Mariano Menna è nato a Benevento nel 1994. Ha conseguito la maturità scientifica presso l’istituto Polispecialistico Gandhi di Casoria. E’ iscritto al primo anno del corso di laurea in Filosofia presso l’Università Federico II di Napoli. Nel 2012 è risultato vincitore del Concorso Nazionale “Scrittura attiva” di Tricarico, nella sezione giovani, con la poesia “La ballata del vagabondo”.  Nel  2013  ha pubblicato due raccolte di poesie  “La grande legge” e “ La pagina bruciata”, entrambe edite da Marco Del Bucchia rispettivamente a maggio e novembre; è risultato secondo classificato nella sezione “Giovani” del concorso Nazionale “Città di San Giorgio a Cremano” con la lirica  “Iris” ;  E’ membro cofondatore della corrente  artistico-letteraria del Labirintismo, il più grande movimento d’avanguardia del 2000 con più di 200 iscritti. Nel 2014  si è classificato al 3°posto nella 5^ edizione del premio letterario internazionale “Le parole dell’anima” Città di Casoria (NA)  con il libro di poesie “ La pagina bruciata”  ;al 2° posto alla IX edizione del Premio Artistico – Letterario Internazionale Napoli Cultural Classic con l’inedita “ Il crepuscolo”. E’ stato inserito nelle antologie   “Poesia per Dio” , curata dalla casa editrice “La Ziza” con la poesia inedita “La scelta” (marzo 2014)   e “Fondamenta instabili”, curata da deComporre Edizioni. Alcune sue poesie sono apparse su blog e riviste online come  “ L’ombra delle parole” di Giorgio Linguaglossa,  “Alla volta di Leucade” di Nazario Pardini,  “ La distensione del verso” di Sandra Evangelisti,  “ Le Reti di Dedalus” di Marco Palladini e “Poetrydream” di Antonio Spagnuolo.



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