di Ivan Malfatto per Il Gazzettino
«Gli affari si fanno sempre in due. In caso contrario chi subisce la decisione prima o poi
si rivolta». È un Amerino Zatta aperto al dialogo sulle cose, ma fermo sui principi quello che commenta la nuova incrinatura dei rapporti fra la Fir e le franchigie di Pro12. Avvenuti dopo le proposte di modifica delle regole di partecipazione al torneo fatte dall’ultimo consiglio federale: contributo del 60% per i giocatori di interesse nazionale sostituito dal fisso di 2 milioni per la disponibilità di tutti gli atleti, staff federale gratis per chi lo
richiede, equiparabili considerati italiani previo ok della Fir, eccetera. Proposte unilaterali.
Non discusse a un tavolo comune a tre (Fir, Treviso, Aironi), come chiede Treviso.
«Spero che la situazione creatasi sia solo frutto di equivoci – continua il presidente del Benetton – Continuo a essere dell’idea che le soluzioni si trovano col dialogo, non con le imposizioni. Bisogna parlare, con le carte bollate non si va da nessuna parte. Noi tale volontà l’abbiamo dimostrata anche ritirando il ricorso sulla modifica della regola sui cinque stranieri. Ora fra Treviso e Fir non c’è più nessuna pendenza formale».
Prove di dialogo, ulteriori dopo le riunioni congiunte dei mesi scorsi con il delegato della
Fir Nino Sacca, sono avvenute sabato in tribuna a Monigo durante Benetton-Ulster. Zatta
e Saccà erano fianco a fianco. Un primo contatto in vista di altri incontri?
«La visita di Saccà era prevista prima del consiglio federale – prosegue Zatta – Non aveva
mai visto un match del Benetton, ha espresso la volontà di farlo e l’abbiamo accolto con
l’ospitalità dovuta. Ora parleremo con la Fir e cercheremo di capire quali sono i contenuti
delle nuove normative proposte». (…)
