“Troppi morti per tumore a Cavatigozzi, troppi cartelli vendesi” afferma una residente durante una polemica. Un altro: “Arvedi raddoppia un’altra volta”

Creato il 09 ottobre 2013 da Cremonademocratica @paolozignani

“Ci sono troppi morti per tumore qui a Cavatigozzi, troppi cartelli vendesi”, lo afferma una signora durante l’assemblea di quartiere di ieri sera.
Un’altra signora ha fermato il discorso di Luigi Frigoli, dicendogli di “lasciar parlare i competenti”.
Pochi sono così preparati in materia mentre alcuni dati sono visibili, come i morti per tumore.
Anche in questo caso attribuire una precisa responsabilità è complicato, di fronte a un caso solo. Ma quando i casi aumentano? È giusto allora parlare di prevenzione?
Invece dei soliti crucifige, perché non prevenire?
Bisogna correre il rischio che la diossina si accumuli nel lungo periodo di cui nessuno ha calcolato gli effetti? Bisogna contare i morti per tumore fra vent’anni?
Un dato sociologico, chiaro, è la paura in assenza di informazioni chiare. Questi signori e queste signore devono proprio vivere nella preoccupazione perché non si risponde alle loro domande?
Non meritano di capire? E le istituzioni hanno valutato gli effetti di lunga durata? NO.
Oltretutto Arvedi, visti i dati della produzione, che ripresenteremo presto, sta sviluppando notevolmente la produzione. Effetti positivi per gli aspetti economici e occupazionali ma la vita continua anche fuori dalla fabbrica.
Il valore delle case diminuisce. Non pochi si trasferirebbero. Nell’assemblea qualcuno ha evocato Malpensa e i soldi dati ai residenti per andarsene.

Che penserà don Bruno Bignami, presente ieri? Che possono pensare i tanti che c’erano e non hanno parlato?

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