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Tutti al cinema: "MALEFICENT"

Creato il 28 novembre 2014 da Blog

RECENSIONE "MALEFICENT" (2014), regia di Robert Stomberg
Malefica è a parer mio la più affascinante delle “cattive” targate Disney. Finalmente le è stata dedicata una pellicola tutta sua, anche se totalmente decontestualizzata dalla favola da cui nasce come spin off (se così si può considerare). Maleficent, che vanta una splendida interpretazione di Angelina Jolie, porta la regia dell’esordiente Robert Stomberg.La trama si discosta totalmente dal classico Disneyano, anzi ne inverte totalmente le parti, per cui troviamo una giovane e buona Malefica, intenta a proteggere la brughiera e le sue creature incantate, tradita dal giovane Stefano, suo adolescenziale amore, che pur di diventare Re con l’inganno le strappa le bellissime ali rendendola inoffensiva. La fata, ferita nei sentimenti e accecata dal desiderio di vendetta, si abbandonerà alla magia nera pur di assolvere il proprio compito, difendendo la brughiera con un alto muro di rovi impenetrabili. Anni dopo, la sua vendetta potrà finalmente compiersi attraverso la maledizione del sonno eterno scagliata contro la neonata principessa Aurora, figlia dell’odiato Re Stefano, al compimento della maggiore età; ma la fata decaduta non può sapere che il veder crescere quella bambina e starle accanto farà riaffiorare i suoi veri sentimenti, proprio alla vigilia del terribile scontro con il suo nemico.
Generalmente non amo quando si prende qualcosa di conosciuto oltre misura e lo si distorce a favore di una storia che va contro ciò che abbiamo sempre visto, ma in questo caso siamo di fronte a qualcosa di diverso. Ci sono validi esempi di operazioni simili che hanno prodotto ottime pellicole, basti pensare alla nuova serie di Star Trek diretta da J.J. Abrams, ma in quei casi si tratta di omaggi reverenziali in cui vengono adottati espedienti da “fans” per creare spiegazioni credibili a un modo alternativo di vedere qualcosa di talmente consolidato che non può essere rivisitato.Qui invece siamo totalmente nell’ambito del “ribaltone” e funziona alla grande. A parti invertite scopriamo dei personaggi molto più profondi rispetto alla originale trasposizione favolistica di La Bella Addormentata, classica fiaba tradizionale europea nata attorno al Diciassettesimo secolo e resa film di animazione nel 1959 da Walt Disney. La drammaticità, del personaggio principale e di ciò che subisce, è resa superbamente e l’interpretazione di Angelina Jolie è assolutamente azzeccata. Mi viene difficile pensare allo stesso ruolo interpretato da un’altra attrice.La chiave di rilettura del “vero amore” è pienamente credibile e da un senso solido e profondo a tutta la veste “inusuale” della storia. Questo offre anche un interessante spunto di riflessione se ci fermiamo un attimo a pensare alle infinite possibilità che un testo può offrire da un punto di vista creativo, seppur legato a un concetto strettamente favolistico (oltretutto alquanto inquadrato), nel momento in cui viene cambiata l’ottica con cui generalmente lo si interpreta. “Il bello della scrittura” mi verrebbe da dire, se non fosse che negli ultimi anni abbiamo assistito a un abuso di riletture da parte di Hollywood, spesso a discapito proprio di originalità e creatività.Con i suoi 180 milioni di dollari è in assoluto il film col budget più alto affidato a un regista esordiente, anche se Stromberg non è uno sconosciuto al cinema in quanto ha ricevuto una nomination agli oscar nel 2003 per gli effetti visivi di Master e Commander – Sfida ai Confini del Mare, per poi vincerne un paio per la scenografia nel 2009 con Avatar e nel 2011 con Alice in Wonderland, a testimonianza di una grande cura nell’impatto visivo che ritroviamo molto in questa pellicola.Nelle vesti di produttore troviamo la stessa Angelina Jolie, che ha creduto fermamente nel progetto sin dall’inizio al punto da sostenerlo anche economicamente, percorso già intrapreso dal marito Brad Pitt per 12 Anni Schiavo di Steve McQueen, in cui ricopriva però un ruolo da coprotagonista.Vorrei spendere due lodi anche per l’ottima interpretazione, nella versione italiana, di Claudia Catani che non fa assolutamente rimpiangere l’originale e conferisce all’interpretazione della Jolie ancora più carisma.Considero questa pellicola una piccola perla e ne consiglio vivamente la visione, soprattutto ai più scettici perché si renderanno conto di quanto e quale lavoro sia stato fatto nell’adattamento dalla storia originale per trasformare il tutto in un qualcosa di veramente fresco e valido allo stesso tempo, divenendo talmente distante dalla favola da non stonare.
Diego Collaveri
Un po' di notizie su Diego:Diego Collaveri, nato a Livorno il 27/02/’76; dal 1992 al 2000 lavora in campo musicale come chitarrista e arrangiatore, con collaborazioni per EMI music. Nel 2000 l’evoluzione creativa lo porta verso la scrittura, confrontandosi nell’ambito del circuito dei concorsi di poesia e narrativa, da cui arrivano, fin da subito, riconoscimenti e le prime pubblicazioni. Nel 2001 si affaccia alla sceneggiatura, prima nella commedia teatrale e l’anno successivo nel cinema breve, per poi arrivare a dirigere il primo cortometraggio, con cui vince il concorso Minimusical indetto da La Repubblica e la casa di produzione Fandango, con cui successivamente collabora. Per implementare le conoscenze registiche intraprende un percorso didattico/formativo con vari registi italiani (Paolo Virzì, Davide Ferrario, Ruggero Deodato, Francesco Falaschi, Umberto Lenzi) e studia storia della cinematografia, lavorando, al tempo stesso, dietro le quinte di alcune compagnie di musical.
Nel 2003 fonda la Jolly Roger productions, etichetta indipendente per la produzione di cortometraggi e video di spettacoli live.
È autore della saga giallo/noir “Anime Assassine”, con protagonista l’ispettore Quetti e di quella fantasy “Le pergamne di Ankor”. Nel 2013 alcune avventure dell’ispettore Quetti sono uscite sulla rivista Cronaca Vera.
Sito: http://www.diegocollaveri.it

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