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Tutti al Sud!

Creato il 29 luglio 2013 da Brasilitalia
Tutti al Sud!
È stato pubblicato il Rapporto sullo Sviluppo Umano 2013 dell'ONU. Per quanto riguarda il Brasile, è stato creato rapporto più dettagliato dove si possono confrontare gli indici delle varie città brasiliane (QUI il link). Come hanno fatto notare alcuni giornali locali, la città brasiliana con il più alto valore di IDH è São Caetano do Sul, sorpassando città più grandi e famose come Florianópolis, Curitiba o Natal.
Secondo questo rapporto le città col maggior valore di IDH si trovano nello Stato di São Paulo, seguite da quelle di Santa Catarina e Paraná. Il Nord-est come sempre si trova tra gli ultimi posti, con Meldaço, nel Pará. ma queste cose le si potevano immaginare anche senza questi dati.
Peccato però che se andiamo a vedere i numeri dell'intero paese il Brasile si trova nella 85° posizione nell'aspetto globale, confrontato con altri 186 paesi. Solo a titolo di curiosità l'Italia si trova al 25° posto. Certo è che a leggere questi dati verrebbe voglia di andare a vivere in Norvegia, o meglio ancora in Australia.
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QUI trovate il rapporto completo.
Come leggere le tabelle:
L'Isu è a una misura sintetica per valutare il progresso a lungo termine in tre dimensioni fondamentali dello sviluppo umano: 
1) - Una vita lunga e sana. Come nel Rapporto 2011 HDR un'esistenza lunga e sana viene misurata dall'aspettativa di vita. 2) - Accesso alla conoscenza. Anni di frequenza scolastica previsti per bambini in età scolare, ovvero il numero totale di anni di scuola che un bambino nell'età prevista per iniziare gli studi può aspettarsi di ricevere se i modelli prevalenti per l'età di iscrizione rimangono gli stessi per tutta la vita del bambino. 3) - Uno standard di vita dignitoso. Lo standard di vita è misurato dal reddito nazionale lordo (Rnl) pro capite espresso in dollari al tasso costante del 2005 convertiti utilizzando la parità nel potere d'acquisto.
L'Isu è una misura media dei risultati fondamentali di sviluppo umano raggiunti da un Paese. Come tutte le medie, l'Isu nasconde disuguaglianze nella distribuzione dello sviluppo umano all'interno della popolazione nazionale. Il Rapporto 2010 ha introdotto l'"Isu corretto per la disuguaglianza" (I-Isu), che analizza la disuguaglianza in tutte e tre le dimensioni dell'Isu "correggendo" il valore medio di ciascuna  dimensione in conformità con i suoi livelli di disuguaglianza. L'Isu può essere visto come un indice di sviluppo umano "potenziale" e l'I-Isu come un indice dello sviluppo umano effettivo. Il "calo" nello sviluppo umano potenziale dovuto alla disuguaglianza è dato dalla differenza tra l'Isu e l'I-Isu, e può essere espresso come una percentuale.
L'Indice di disuguaglianza di genere (Idg) riflette le disuguaglianze fondate sul genere in tre dimensioni - salute riproduttiva, empowerment, e attività economica. La salute riproduttiva viene misurata dai tassi di mortalità materna e di fertilità degli adolescenti; l'empowerment è misurato dalla percentuale di seggi parlamentari detenuti da ciascun genere e dal conseguimento di un'istruzione secondaria o superiore da parte di ciascun genere; l'attività economica viene misurata dal tasso di partecipazione al mercato del lavoro per ciascun genere. L'Idg sostituisce i precedenti Indice di sviluppo relativo al genere e Indice di empowerment di genere. L'Idg mostra il calo nello sviluppo umano causato dalla disuguaglianza nei risultati di donne e uomini nelle tre dimensioni. 
Il Rapporto 2010 ha introdotto l'Indice multidimensionale di povertà (Imp), che identifica le privazioni multiple in una stessa famiglia in termini di istruzione, salute e standard di vita. Le dimensioni istruzione e salute sono basate su due indicatori ciascuna, mentre la dimensione dello standard di vita è basata su sei indicatori. Tutti gli indicatori necessari per costruire L'Imp di una famiglia vengono ricavati dalla medesima indagine. Gli indicatori vengono ponderati, e i punteggi di privazione vengono calcolati per ogni famiglia oggetto dell'indagine. Una riduzione del 33,3%, ovvero un terzo degli indicatori ponderati, viene utilizzata per distinguere tra poveri e non poveri. Se il punteggio di privazione familiare è del 33,3% o maggiore, quella famiglia (e ognuno al suo interno) è multidimensionalmente povera. Famiglie con un punteggio di privazione superiore o pari al 20% ma inferiore al 33,3% sono vulnerabili a o a rischio di diventare multidimensionalmente povere. L'Imp non viene calcolato per l'Italia e per le altre nazioni sviluppate.

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