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Uenuku – Due chiacchiere con… Imanol Harinordoquy

Creato il 13 ottobre 2011 da Ilgrillotalpa @IlGrillotalpa

Uenuku – Due chiacchiere con… Imanol Harinordoquydi Stefania Mattana

Al terzo mondiale e a trentuno anni, questa semifinale in terra neozelandese potrebbe essere l’ultima buona chiamata iridata per il numero 8 del Biarritz. Imanol Harinordoquy racconta i suoi pensieri e i timori nell’affrontare la sorpresa Galles, con uno sguardo alle avventure mondiali del 2003 e del 2007, per imparare dai propri errori.

Poche, fredde certezze sulla visione di gioco del Galles, che Harinordoquy sintetizza con una affermazione forte: “I gallesi sono gli All Blacks dell’emisfero nord. Sono una squadra molto buona con una grande fiducia nei loro mezzi. Non ho ancora visto nessuno metterli veramente in difficoltà, o quanto meno turbare i loro schemi. Quando attaccano sono molto forti, dotati di giocatori di assoluto talento e di un gioco davvero veloce.”

Avvicinare il Galles agli All Blacks non è certo un paragone leggero, ma le argomentazioni che Harinordoquy porta avanti sono convincenti, a partire dal fatto che anche lui – come tanti – è convinto che il match d’esordio contro il Sudafrica meritasse di vincerlo il Galles: “Sono in grado di difendere per un gran lasso di tempo e difficilmente si riesce a fare breccia nella loro linea difensiva.” Inoltre, il mix di talento fresco e veterani d’esperienza sta portando la squadra di Gatland a un cocktail perfetto. Ci si aspetta sangue freddo da trentaquattrenni come Shane Williams e vecchie volpi come Adam Jones, ma di certo non ci si attendeva l’intelligenza e la maturità tattica di ventenni come George Nord e Toby Faletau. “Il Galles sta avendo un buon ricambio generazionale. – dice Imanol – I giocatori giovani sono in grado di giocare come vogliono, sono pazienti in difesa e si prendono il loro tempo per organizzare il gioco. É una squadra molto forte mentalmente.”

E la Francia? La vittoria schiacciante contro l’Inghilterra ha certamente sollevato alle stelle il morale dei galletti, che però sanno bene con chi avranno a che fare sabato prossimo.
“Quello che abbiamo fatto contro l’Inghilterra non sarà sufficiente per battere il Galles – spiega Harinordoquy –  Dobbiamo mantenere lo stesso spirito, ma migliorare la difesa e fare meno errori. Dobbiamo giocare il secondo tempo al livello del primo, senza distrazioni. Non si sa mai cosa può succedere da qui all’ottantesimo di una semifinale”.

Il pensiero va alle esperienze vissute nei precedenti due mondiali, atteggiamenti di sufficienza ed errori anche banali che sia la squadra che il coach Lievremont non vogliono più ripetere.
“Nel 2003 ci sentivamo fortissimi. La mattina della partita abbiamo aperto le tende e vedendo l’acquazzone scendere ci siamo un po’ scoraggiati. Ma quel giorno ha effettivamente vinto la quadra migliore. Nel 2007, invece, credo che ci siamo rilassati un po’ troppo durante la settimana. Pensavamo che avremmo vinto la partita ben prima di giocarla, e a dire il vero abbiamo perso contro una squadra molto più debole di noi. La presunzione e la troppa fiducia in se stessi è sempre pericolosa, specie quando sei il favorito”.

Meglio quindi partire da perdenti. Anche i bookmakers la pensano così.
“Ci danno tutti come sconfitti. Toccherà andare a fare una puntata e scommettere allora, anche se non ci è permesso – scherza poi. – Quello che dobbiamo fare è non pensare a quello che abbiamo fatto la scorsa settimana, ma guardare solo avanti”.


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