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Ufficio Poetico Tuttestorie

Da Caffenero

Quando ci chiediamo come educare un figlio, passiamo da tappe comuni a tutte le famiglie: le regole, i capricci, l’autonomia, la voglia di studiare. Chi sceglierebbe la poesia come strumento educativo per raggiungere tutto questo? Forse in pochi, pochissimi. Eppure la mancanza di bellezza in molti ambienti che frequentano i bambini dovrebbe spingerci a cercare almeno tra le mura domestiche di offrire ai nostri figli qualcosa di più.

Quando ho letto il titolo del libro di Bruno Tognolini,Ufficio Poetico Tuttestorie

, ho pensato si trattasse di un racconto narrativo, di qualche storia con personaggi operosi che cercavano le poesie più belle da distribuire alle persone come un ufficio postale. In realtà questo libro è molto più di un semplice racconto: è una ricerca di strofe poetiche, ma a qui tutti i lettori possono partecipare. Per i nostri figli nati nell’era dell’interattività, la strada verso la poesia potrebbe proprio essere la partecipazione. Devono scrivere poesia? No, devono riflettere e questo scopo fa dell’Ufficio Poetico Tuttestorie uno dei più belli che io abbia letto quest’anno.

Come è nato il libro

Nella parte iniziale, Tognolini spiega che anni fa è stato lanciato un concorso letterario. Lo avevano proposto ad alcune scuole, inviando una lettera agli insegnanti che proponesse il tema centrale. Ogni classe doveva trovare la propria interpretazione. C’era poi un evento conclusivo in cui tutti potevano leggere i lavori presentati. Con gli anni, la lettera di invito al concorso è diventata una proposta didattica molto attesa degli insegnanti e ne capisco bene il motivo: le tracce su cui lavorare erano apparentemente semplici ma aprivano una discussione che qualche volta sfiorava la filosofia. Come si insegna la filosofia ai bambini? Così, partendo da un’idea, parlando e ragionando insieme. Sfidandosi su temi difficili o anche su argomenti semplici.

Come usare il libro con i bambini

Leggo gli esempi dei lavori dei bambini e mi chiedo: perché non ci provo non i miei? Iniziamo dal festival delle domande: se io metto in bella mostra un contenitore di vetro e tanti foglietti colorati, quante domande riusciranno a trovare? Se solo penso alle domande che i miei figli mi hanno posto negli anni, posso immaginare che nell’arco di un mese farebbero faville. Perché la pioggia non sale verso il cielo? Un bambino compie gli anni anche se non è cresciuto? Perché la R ha questa forma?

Tutto inizia dalle domande e questa è solo una delle attività che vi suggerisce l’Ufficio Poetico Tuttestorie

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ufficio poetico tuttestorie

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