Ufo ed astrobiologia, appuntamento a San Marino

Creato il 22 marzo 2013 da Extremamente @extremamentex

Siamo pronti al contatto? L’annuncio, ormai quotidiano, dell’individuazione di pianeti extrasolari insieme al moltiplicarsi di avvistamenti Ufo comporta anche questa domanda: se nel prossimo futuro dovessimo scoprire, davvero,  l’esistenza di creature intelligenti su altri mondi, oppure già qui, in mezzo a noi, saremmo in grado di accettare la nuova, sconvolgente realtà?

È l’interrogativo al centro del Simposio Mondiale di San Marino, un appuntamento diventato consueto per gli appassionati della materia. Una “due giorni” che dal 23 marzo si snoderà tra astrobiologia, indagini scientifiche e presunte astronavi aliene:  sabato mattina il dibattito  sarà dedicato all’esplorazione dello spazio e alla vita nel cosmo, per poi vertere fino a domenica pomeriggio sugli Ovni e sui fenomeni ad essi collegati.

Grande assente, l’ex astronauta Edgar Mitchell. L’ospite d’onore, membro del ristretto Club dei 12 (tanti sono gli uomini che hanno messo piede sulla Luna) e convinto assertore dell’ esistenza degli Alieni, ha dato forfait per una sovrapposizione di impegni e un malinteso con l’organizzazione. Peccato: avrebbe potuto ribadire la sua versione sul famigerato crash di Roswell nel 1947- secondo lui, assolutamente reale.

AL SIMPOSIO GLI ULTIMI STUDI SULLE "LUCI DI HESSDALEN"

Ci saranno però molti relatori di respiro internazionale. A partire, ad esempio, da Erling Strand, docente del dipartimento di Tecnologia dell’ Università di  Østfold , che da anni studia le misteriose “luci di Hessdalen”, un fenomeno ancora senza un perché che si verifica nei cieli della Norvegia dal 1980. Il “Progetto Hessdalen” contempla un osservatorio dotato di telecamere che registrano tutto quello che avviene 24 ore su 24. Eppure, dopo la raccolta di migliaia di dati, manca ancora una teoria in grado di spiegare le strane e continue apparizioni di globi luminosi.

“Ci sono tre tipologie di luci, ma ognuna di esse ha poi varie manifestazioni“, ha spiegato il ricercatore in una recente intervista. “Per esempio, le grandi sfere gialle possono avere  forme, durate, movimenti e comportamenti molto diversi. E ci sono delle luci che non rientrano in nessuna categoria. Inoltre, alcune osservazioni avvenute durante le ore diurne non sono neppure classificabili come luci”. E qui arriva una rivelazione inattesa: “Due avvistamenti  potevano essere definiti come dischi volanti. Il terzo era una specie di buco nero che ha continuato a cambiare dimensione”. L’intervento del professo0r Strand, dunque, promette interessanti novità.


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